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Zucchi e il buon olio che non sporca l’ambiente

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oleificio zucchiSulla strada legata alla sostenibilità industriale l’Oleificio Zucchi di Cremona si è incamminato da qualche anno toccando vari aspetti dalla mobilità sostenibile (uso di trasporto su rotaie), alla produzione di energia (installazione di un impianto di cogenerazione a gas) passando anche per l’adozione del sistema di gestione ambientale conforme alla norma ISO 14001.

Risultati alla mano l’Oleificio Zucchi ha ridotto i consumi di metano del 5%; di energia elettrica del 14% e di acqua (-28%).

Un bel risparmio per chi ha una capacità produttiva di 500 tonnellate/giorno raffinate che può arrivare fino a 1.000.000 litri/giorno confezionati.

La consapevolezza di quanto la propria impronta ambientale sia importante ha portato l’azienda guidata dall’omonima famiglia a valutare la carbon fooprint della produzione di olio di semi.

“Abbiamo voluto essere precursori in questo comparto” spiega l’Ad Giovanni Zucchi che ha come obiettivo una comunicazione chiara sul cliente finale.

Proprio quello che acquisterà dagli scaffali le bottiglie di un litro di olio di girasole scoprendo che l’impatto ambientale è valutato attorno al 1,64 kg di CO2. Un po’ meno pesante è la CO2 del litro di soia (1,44 kg); ancor meglio quella di mais (1,14 kg di CO2) (altri dettagli sono disponibili online).

È bene sapere che l’azienda ha avviato anche una compensazione pari a 180 tonnellate di anidride carbonica relative all’attività del 2013 attraverso l’acquisto e il ritiro di Vcu derivanti dalle attività del programma Paragominas che prevede la riduzione della deforestazione della foresta amazzonica.

La certificazione dell’Oleificio Zucchi è stata rilasciata da CsQa e il progetto ha visto la collaborazione di Ambiente Italia e rientra nel programma nazionale per la valutazione dell’impronta ambientale voluta dal Ministero dell’ambiente.

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