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Slow Food: completato il padiglione per Expo 2015

città: - pubblicato il: - ultima modifica: 27 Marzo 2015
padiglione slow food a expo

padiglione slow food a expoTra i primi padiglioni di Expo Milano 2015 a essere stati ultimati c’è quello di Slow Food. Realizzato dallo studio Herzog & de Meuron di Basilea, il progetto si compone di tre edifici, strutture in legno arcaiche e quasi primitive che definiscono lo spazio triangolare di una corte interna o un mercato.

Edifici lunghi e sottili che intendono ricordare le strutture agricole tipiche della Lombardia: le cascine. Al centro un orto con le varietà tipiche lombarde e consigli per creare il proprio sul balcone o in vasca.

Interamente realizzati in legno certificato Pecf, sono stati progettati per poter essere smontati e riassemblati in moduli più piccoli come capanne da giardino. L’idea del movimento è quella di utilizzarle, dopo Expo, negli orti delle scuole di tutta Italia, nell’ambito dell’iniziativa Slow Food intitolata Orto in condotta, un programma scolastico nazionale per l’educazione alimentare e ambientale.

Altre possibili destinazioni potranno essere valutate grazie alle proposte che i visitatori di Expo potranno lasciare in una bacheca che per tutta la durata della manifestazione.

“Abbiamo voluto e sostenuto un progetto” spiega Nino Pascale, presidente di Slow Food Italia “che non sacrificasse terreni agricoli lasciando in eredità solo l’ennesima cementificazione di un territorio, ed è proprio per questo che le nostre installazioni godranno di una seconda vita altrove, offrendo un esempio positivo e replicabile in altre manifestazioni”.

Nella struttura realizata per Slow Food l’uomo di mais che troneggia all’interno di una delle strutture simboleggia la predominanza di questa coltura sia nei campi che sugli scaffali dei supermercati, dai dentifrici ai dolcificanti, un vero gigante a cui si contrappongono le produzioni di piccola scala. Una provocazione per riflettere sull’impatto che ormai il mais ha su terreni, ambiente, problemi sociali e obesità.

La realizzazione della struttura è stata affidata all’altoatesina Rubner, che sul sito espositivo di Pero si è occupata della costruzione di 43 padiglioni, nonché dei cluster Biomediterraneo, Cereali e tuberi, Isole e Zone aride.

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