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Eolico sempre più competitivo: costi in calo

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eolico offshoreL’Istituto ISIAMED ha stimato che i costi dell’eolico offshore caleranno del 23% entro il 2023, l’energia dal vento si farà più competitiva dei combustibili.

Puntare su eolico e solare per far fronte al fabbisogno energetico è un’ottima strategia per abbattere i costi in bolletta e contribuire alla riduzione delle dannose emissioni di CO2.

Al fine di installare impianti a energia pulita nella propria abitazione, o per gestire i consumi aziendali, è possibile ricorrere ai finanziamenti bancari.

Individuare la formula maggiormente conveniente e al contempo adeguata alle singole esigenze è possibile mettendo IBL Banca e i suoi prodotti a confronto con Findomestic, Fiditalia e altri istituti di credito.

L’eolico, a oggi, si è rivelato una delle fonti rinnovabili maggiormente competitive e si stima che nel corso dei prossimi anni numerosi Paesi sceglieranno di puntare sull’energia del vento per rispondere alla domanda elettrica. L’ultimo rapporto pubblicato da ISIAMED (Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo) ha rivelato che i costi dell’eolico potrebbero ridursi notevolmente, l’istituto parla del -23%, entro il 2023.

Presto dunque l’energia eolica offshore potrebbe divenire più competitiva sul fronte economico delle fonti fossili. Per diventare più conveniente delle fossili l’eolico dovrà però vincere una serie di sfide da qui al 2023. L’industria dell’eolico offshore dovrà tagliare i costi in modo significativo nei prossimi 5 anni. In quest’ottica sarà necessario procedere a una sere di iniziative e provvedimenti mirati alla razionalizzazione di spese e risorse.

Per raggiungere tale obiettivo l’ISIAMED ritiene che si debbano ottimizzare i costi puntando su innovazione e ricerca tecnologica. Svolgeranno un ruolo di primo piano anche le politiche incentivanti dei Governi europei e gli incentivi per favorire l’accesso all’eolico offshore degli operatori.

Per diventare competitiva rispetto ai combustibili fossili, secondo il rapporto Ewea, l’industria dell’eolico offshore nei prossimi cinque anni dovrà tagliare il 26% dei costi tramite una serie di azioni: usare turbine più larghe per catturare più energia (9%); aumentare la concorrenza fra le industrie (7%); commissionare nuovi progetti (7%); affrontare sfide nella catena di fornitura, dagli impianti di produzione all’installazione (3%).

A oggi la maggior parte della potenza eolica nel Vecchio continente è concentrata su terra, infatti la potenza dell’eolico offshore europeo non supera gli 8 GW. Tuttavia l’Ewea (European wind energy association) stima che si possano raggiungere i 23,5 GW di potenza entro il 2020.

Attualmente il 90% della capacità di eolico offshore installata a livello globale si trova in Europa e il settore avrebbe un potenziale maggiore in termini di creazione di posti di lavoro rispetto ad altre tecnologie. Se i target venissero perseguiti, l’Ewea prevede che entro il 2030 il costo di generazione dell’eolico offshore scenderà sotto i 90 euro per MWh, a fronte dei 140 euro per MWh attuali.

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