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L’Alto Adige nelle aree di riferimento della Nasa

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
satellite smap della nasa

EURAC di Bolzano fa entrare l’Alto Adige nelle aree di riferimento della Nasa: infatti la val di Mazia è l’unico sito in Italia nel circuito internazionale.

satellite smap della nasaSi chiama SMAP il nuovo satellite della Nasa lanciato in orbita da qualche settimana. Trasmette dati che consentiranno di ricavare informazioni sull’umidità del terreno utili a migliorare le previsioni meteorologiche, a monitorare il pericolo di alluvioni e l’ambiente in generale.

Nelle prossime settimane i tecnici dell’Agenzia spaziale americana inizieranno a calibrare i dati del satellite grazie alle informazioni che ricevono da numerose aree di riferimento a terra sparse in tutto il mondo. Tra queste, la val di Mazia, nell’Alto Adige occidentale, è l’unico sito in Italia e il secondo in tutto il mondo situato in una zona montuosa.

Come aree d’appoggio dei suoi satelliti, la Nasa seleziona zone strettamente monitorate dal punto di vista ambientale. In particolare per il satellite SMAP sono zone dotate di sensori che registrano in modo regolare condizioni del suolo come l’umidità e dati climatici come la temperatura.

La piccola valle situata tra le Alpi Venoste è entrata in questa rete grazie agli studi che i ricercatori dell’EURAC di Bolzano portano avanti da oltre quattro anni: per osservare gli effetti del cambiamento climatico l’Istituto per l’Ambiente Alpino monitora la valle con sensori meteo e stazioni climatiche, mentre gli esperti di telerilevamento integrano le loro misure con dati satellitari.

Claudia Notarnicola, ricercatrice dell’Istituto per il Telerilevamento Applicato dell’EURAC, spiega come vengono utilizzati i dati altoatesini: “Il nuovo satellite americano invia dati dai quali si possono ricavare informazioni sull’umidità del terreno. Questo è possibile perché il segnale misurato dal satellite ha intensità differente a seconda della quantità d’acqua presente nel suolo che sta sorvolando. Si tratta di una misura indiretta, quindi per capire a quale grado di umidità corrisponde una determinata intensità di segnale, il satellite va calibrato, con delle misure di umidità reale fatte a terra”.

Già da qualche mese, in questa fase preparatoria alla calibrazione, i dati sull’umidità del terreno acquisiti dalle stazioni installate in valle approdano quotidianamente nei server dell’EURAC a Bolzano, per poi essere trasferiti alla centrale operativa della Nasa. Alla stessa destinazione approderanno anche i dati raccolti nelle altre aree test del circuito internazionale.

SMAP è dotato di un’antenna circolare di sei metri di diametro che ruota intorno al suo asse mentre il satellite si muove. In questo modo consente di osservare un’area più estesa rispetto ai normali satelliti. Quando il satellite della Nasa funzionerà a regime sarà in grado di fornire mappe di umidità del suolo con una frequenza temporale di cinque giorni.

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