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Doppia piramide alimentare-ambientale, conferme dagli USA

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
doppia piramide alimentare ambientale

doppia piramide alimentare ambientaleUn documento degli esperti americani conferma il modello della doppia piramide alimentare-ambientale promosso da Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN).

BCFN condivide le linee guida dal gruppo di consulenti del governo Usa, formato da medici ed esperti in nutrizione, che consigliano un’alimentazione povera di carne rossa.

Per la prima volta dal 1980, anno da cui sono emanate le linee guida, il Comitato ha collegato l’alimentazione con la sostenibilità, affermando che una dieta di origine vegetale è buona sia per la salute sia per l’ambiente. Le raccomandazioni consigliano anche un alto consumo di frutta, verdure cereali integrali, legumi e noci, un moderato consumo di alcol e pochi zuccheri raffinati. I ministeri dell’agricoltura e della salute americani si avvarranno di tali raccomandazioni per scrivere le linee guida finali sull’alimentazione.

Il documento degli esperti americani conferma il modello della doppia piramide alimentare-ambientale promosso da BCFN. La piramide ambientale nasce misurando l’impatto sull’ambiente dei cibi presenti nella piramide alimentare e disponendoli lungo un piramide capovolta, in cui gli alimenti posizionati più in basso (al vertice del triangolo) hanno il minore impatto ambientale.

Accostando le due piramidi si ottiene così la doppia piramide alimentare-ambientale, dove si nota intuitivamente che gli alimenti per i quali è consigliato un consumo maggiore (frutta, verdura, cereali) sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori. Viceversa, gli alimenti per i quali viene raccomandato un consumo ridotto (carne rossa, formaggi) sono anche quelli che hanno maggior impatto sull’ambiente.

BCFN accoglie con soddisfazione che anche Assocarni, Assica e Unaitalia appoggino il modello della dieta mediterranea (che si basa su un più ampio consumo di frutta, verdura e cereali e limita il consumo di carne), come si evince dallo studio della Clessidra ambientale presentato dalle tre associazioni il 24 febbraio all’interno del progetto Carni sostenibili e che rappresenta il carbon footprint (impronta ambientale in termini di CO2) settimanale di una persona che si alimenta seguendo le indicazioni della dieta mediterranea.

Questo modello, che segue le linee guida dell‘INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), raccomanda di limitare il consumo di carne rossa a solo 2 porzioni da 70 grammi (140gr) alla settimana e invita a un consumo più frequente di pesce, con 3 porzioni da 100gr alla settimana, insieme a quello dei legumi secchi, con 3 porzioni da 30gr (90gr alla settimana), attualmente poco presenti sulla tavola degli italiani, e 52 porzioni di pane biscotti, pasta, riso e patate.

Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition esprime però dubbi sul modello della Clessidra Ambientale, fondato sui valori nutrizionali auspicati e raccomandati dall’INRAN, che sono ancora lontani dai valori attuali di consumo: per le carni, per esempio, nel loro stesso studio il consumo reale medio è stimato in circa 600 grammi alla settimana rispetto ai 400 raccomandati.

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