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Raccolta differenziata dell’organico: servono più controlli

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raccolta differenziata organico

raccolta differenziata organicoIl fenomeno dei sacchetti per la raccolta differenziata dell’organico, dichiarati genericamente biodegradabili o addirittura compostabili senza esserlo, non riguarda solo le bioplastiche; secondo Davide Lolli, Amministratore Delegato di Sumus Italia, lo stesso problema viene riscontrato anche per quanto riguarda i sacchetti in carta.

Talvolta sono reperibili, sia presso i negozi, sia nelle distribuzioni effettuate dalle pubbliche amministrazioni meno attente, sacchetti non conformi. Ai sensi di Legge, per i sacchetti destinati alla raccolta differenziata dell’organico, sia in bioplastica, sia in carta, è obbligatoria la certificazione di compostabilità ai sensi della UNI EN 13432.

La ratio della legge, nel richiedere la compostabilità del prodotto, è di avere maggiori garanzie sull’impatto ambientale di esso nella sua interezza e non solo per la materia prima principale costituente. I sacchi potrebbero infatti contenere materiali non a norma e veicolare, addirittura, sostanze pericolose per la salute (colle, inchiostri, metalli pesanti).

Ricordiamo che entrano nel ciclo dell’organico e quindi, attraverso il compost e le colture, finiscono nel cibo che consumiamo. Tale certificazione è rilasciata solo da Enti terzi indipendenti e qualificati quali Compostabile CIC-Consorzio Italiano Compostatori, OK Compost-Vinçotte o DIN Certco.

Sacchetti privi di una o più di tali certificazioni di compostabilità sono fuorilegge e non possono essere utilizzati per la raccolta differenziata dell’organico. A oggi Sumus è l’unica azienda in Italia produttrice di sacchetti brevettati in carta riciclata e certificati compostabili per la raccolta differenziata dell’organico. Ben vengano quindi maggiori controlli a tutela dell’ambiente, dei cittadini che effettuano la raccolta differenziata, delle istituzioni che la promuovono e gestiscono, delle ditte che lavorano con serietà, qualità ed etica sociale e commerciale.

Oggi Arpa Umbria con Assobioplastiche rende noto il progetto di partnership che permette agli organi accertatori (siano essi organi di polizia amministrativa sia giudiziaria), ma anche alle amministrazioni comunali e ai gestori locali dei servizi di raccolta dei rifiuti, di far analizzare presso i laboratori dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente della Regione Umbria i sacchetti per la raccolta differenziata dei rifiuti organici e quelli per il trasporto della propria spesa, al fine di verificarne le caratteristiche tecniche, composizione e spessore, e la conformità alla normativa di legge. Un accordo che aiuterà l’esecuzione dei controlli come quelli che recentemente hanno portato ai sequestri di 100 milioni di sacchetti non a norma a Milano.

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