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Il futuro del fotovoltaico spiegato a Solarexpo

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

fotovoltaicoIl fotovoltaico si adegua a un mercato in evoluzione, più complesso ma che offre opportunità di più lungo periodo rispetto al vecchio incentivo in conto energia.

È un mercato che va conquistato adottando soluzioni sempre più adatte al cliente (impresa o famiglia) che oggi non può guardare più al semplice spazio disponibile sul tetto o sul terreno per dimensionare il suo impianto, ma deve considerare i suoi effettivi bisogni energetici, analizzando i propri profili di consumo, le sue disponibilità finanziarie e i benefici economici che può ottenere.

Queste sono alcune delle tante indicazioni emerse dal convegno Il fotovoltaico in Italia: riportare in Italia il mercato a 1 GW, che si è svolto nella giornata di apertura di Solarexpo The Innovation Cloud 2015 e che ha fotografato l’evoluzione di un settore che è il simbolo della trasformazione in atto nel mondo dell’energia.

Come ha illustrato Giulio Meneghello di QualEnergia.it nella relazione introduttiva, a livello mondiale il fotovoltaico sta registrando una crescita impressionante: 46 GW nel solo 2014 e 180 GW di potenza totale, superando tutte le previsioni, anche le più ottimistiche di soli 5 anni fa. La diminuzione dei costi dei sistemi FV negli ultimi otto anni è stata in media del 15% all’anno. Si tratta ormai di una crescita strutturale e non più episodica.

Il dato dell’installato in Italia di 380-400 MW del 2014, uno dei più bassi degli ultimi anni, è tuttavia significativo perché si tratta di impianti realizzati senza conto energia e fanno dell’Italia un Paese pionieristico su questo nuovo fronte. Il potenziale del mercato nazionale, ha stimato Andrea Marchisio di eLeMeNS, è di almeno 10 GW nei prossimi 5 anni nel solo manifatturiero non energivoro, soprattutto nel nord del Paese. Un mercato contendibile, ma che per essere aggredito richiede elementi di conoscenza più raffinati e complessi rispetto al passato.

Il futuro del fotovoltaico sarà dunque nel trovare modalità nuove che diano valore al consumatore finale; è il caso della massimizzazione dell’autoconsumo, dei Sistemi Efficienti di Utenza (SEU) e della loro applicazione o anche, per esempio, del noleggio di un impianto fotovoltaico per un’impresa, come è stato proposto da Giuseppe Sofia di ANIE Rinnovabili.

Anche utility e trader stanno dimostrando grande interesse per i nuovi business model del fotovoltaico, come è emerso dagli interventi dei rappresentati di Gala, Electrogreen Power, Feder e dell’associazione dei trader (AIGET). Ma il fotovoltaico non è solo generazione di energia; può essere anche utilizzato per rendere servizi per la rete, meglio se retribuiti. E per fare questo servirà una costante ricerca e innovazione.

Per uno sviluppo più dinamico del fotovoltaico dei prossimi anni servirà poi un approccio nuovo nella definizione delle regole e delle normative, molte delle quali oggi sono superate e non in grado di liberare le notevoli potenzialità della tecnologia, che sono possibili attraverso l’ampliamento delle applicazioni dei SEU o dei sistemi di distribuzione chiusi, cioè da un produttore a molti consumatori (per esempio fornire energia solare a un centro commerciale o a un condominio).

Andrea Galliani dell’Autorità per l’Energia ha posto sul tavolo una questione fondamentale che è strettamente legata allo sviluppo del fotovoltaico dei prossimi anni: come paghiamo gli oneri di rete se in molti si produrranno la propria energia senza passare dal contatore?. Per arrivare a nuove soluzioni è necessario ripensare le regole, non tanto adattarle al nuovo contesto, ha spiegato Arturo Lorenzoni dell’Università di Padova, chairman del convegno, la rete ha bisogno di servizi nuovi e che siano pagati in modo nuovo, stimolando anche iniziative commerciali nuove.

Ma la nuova frontiera a cui tutti guardano, piccoli e grandi utenti del fotovoltaico, sono i sistemi di accumulo. I loro prezzi dovranno ancora scendere, ma molti li scelgono già da ora: è anche questo un segnale di cambiamento culturale nell’approccio con il fotovoltaico che potrebbe concretamente portare a quell’obiettivo di 1 GW all’anno che è il sentiero per crescita stabile del settore e dell’industria nazionale.

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