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Biocarburanti: ogni nazione deciderà le modalità di introduzione

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bocarburanti di seconda generazione

bocarburanti di seconda generazioneOgni nazione potrà decidere le modalità di introduzione dei biocarburanti anche se il Parlamento Europeo ha stabilito un tetto del 7% entro il 2020 per i biocarburanti di seconda generazione.

Il Parlamento Europeo velocizza il processo d’introduzione e diffusione dei biocarburanti. Un passaggio obbligatorio per non superare i limiti imposti dalle nuove politiche ambientali e dare così un significativo slancio alle forme di mobilità alternative.

In Italia, le continue oscillazioni del costo del carburante e l’aggravarsi dei livelli di inquinamento ambientale rappresentano le due principali ragioni che spingono gli automobilisti a valutare soluzioni alternative.

Sarebbe infatti in costante crescita il numero il veicoli alimentati a metano o a gpl, una valida soluzione per ridurre non solo i costi ma anche per garantire un minor impatto ambientale.

A breve distanza dall’accordo raggiunto in commissione Ambiente dell’Europarlamento, si compie un nuovo passo per meglio definire il passaggio verso i biocarburanti e ridurre sensibilmente l’uso dei combustibili tradizionali. Il Parlamento europeo ha infatti stabilito un obiettivo generale da raggiungere entro il 2020, lasciando che ogni Stato membro possa decidere le modalità da seguire per favorire la produzione e la diffusione di biocarburanti avanzati, indicando anche un tetto minimo che dovrà raggiungere lo 0,5% del consumo nazionale.

La decisione di lasciare un margine di autonomia a agni Nazione europea parte dalla constatazione del diverso approccio che ogni singolo Stato può avere nell’introduzione dei biocarburanti. A differenza della norma vigente, che chiede agli Stati di provvedere al fabbisogno energetico dei trasporti coprendo almeno il 10% con l’uso di risorse alternative, la recente proposta introduce obiettivi più attenti e ponderati.

Infatti le ultime norme approvate richiedono che i biocarburanti di prima generazione, cioè quelli provenienti da colture di terreni agricoli come mais, colza e olio di palma, rappresentino al massimo fino al 7% del consumo energetico dei trasporti entro il 2020.

La finalità di questa nuova indicazione è evitare che l’introduzione dei biocarburanti di nuova generazione provochi l’eliminazione di quelli tradizionali, ovvero derivanti da alghe e rifiuti. Per questo, entro 18 mesi dall’entrata in vigore della nuova direttiva, ogni Stato membro dovrà fissare un obiettivo nazionale per i carburanti avanzati che dovrà garantire almeno lo 0,5% entro il 2020.

Nonostante questo vincolo, ogni Stato europeo potrà avere anche la possibilità di fissare un traguardo diverso da quello indicato dalle istituzioni, in base alle specifiche condizioni di partenza. Per esempio, le condizioni climatiche, i vincoli tecnici o il precedente avvio di programmi nazionali mirati alla miglioramento delle strutture energetiche e la diffusione di nuove modalità di trasporto.

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