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Industria del vetro: da sempre al centro dell’economia circolare

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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economia circolare industria del vetroCrocevia tra tradizione e modernità, moda e arte, l’industria del vetro ha davanti a sé un futuro sotto il segno della sostenibilità economica e ambientale.

Lo dice fiero, dal palcoscenico di Expo 2015, Vitaliano Torno, presidente di Feve (Federazione Europea dei produttori di imballaggi in vetro) che pone questa stessa industria come modello efficiente dell’economia circolare.

Negli ultimi 15 anni, il consumo di prodotti confezionati nel vetro è aumentato del 39% e il riciclo del vetro è cresciuto di un incredibile 139%. Abbiamo fatto passi da gigante nella riduzione dell’uso di materiali vergini ottenendo al contempo una produzione più elevata. Quindi, vale la pena sottolineare che stiamo facendo molto di più con molto meno.

La strada è quella dell’efficienza produttiva ed energetica. Infatti, Torno lo sottolina: la nostra industria è impegnata nella costante innovazione e miglioramento delle pratiche e dei prodotti. Negli ultimi 20 anni, per esempio, è stato ridotto del 30% il peso delle bottiglie di vetro, garantendo al contempo la stessa durevolezza e un aspetto più accattivante.

Sarà anche la forte concorrenza della plastica a spingere sull’acceleratore? Per Torno l’impegno della federazione che guida è più che altro un impegno ambientale.

“In un periodo di risorse naturali sempre più scarse” sottolinea “e di forti pressioni sull’ambiente, il vetro è un materiale riciclabile all’infinito. Il riciclo di bottiglie e barattoli in vetro attraverso il ciclo chiuso esiste già nella maggior parte dei paesi dell’Unione europea da 40 anni a questa parte. Oggi in Europa, 7 bottiglie e barattoli di vetro su 10, sono raccolti e riciclati per produrne di nuovo. Inoltre, in un periodo in cui la ricerca della convenienza sembra urtare con la maggiore coscienza ambientalista dei consumatori, il vetro è un oggetto in costante innovazione che porta sul mercato prodotti più leggeri, più robusti, meglio progettati e più efficienti da un punto di vista energetico”.

L’Europa detiene senz’altro la percentuale di riciclo più alta del mondo, come la stessa associazione pubblica con le statistiche sul riciclo del vetro. Ma Torno ha altre cartucce da sparare: in un periodo di consumi eccessivi e di crescenti preoccupazioni per la salute, il vetro garantisce una soluzione certa per impedire lo spreco di cibo e di medicinali. Chiaro che anche questi sono temi legati alla sostenibilità. Ma non solo.

Sin dai primordi (oltre 5.000 anni fa) gli ingredienti del vetro non sono cambiati e sono al 100% elementi naturali, come la sabbia, la soda e il calcare.

“Nessun prodotto chimico nocivo” riprende il presidente Torno “e, grazie alla caratteristica dell’inerzia, non interagisce con il contenuto. È altamente impermeabile e, di conseguenza, l’imballaggio più sicuro e puro per alimenti e bevande. Non per niente i laboratori e l’industria farmaceutica utilizzano il vetro come materiale di riferimento per i test di laboratorio e per conservare i loro prodotti, evitando il rischio di contaminazione chimica o biologica”.

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