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Italia: sviluppati nel 2015 oltre 3 milioni di green jobs

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green jobsCon il 78 percento degli cittadini che nonostante la crisi è disposto a spendere di più per prodotti e servizi eco-sostenibili c’è stata una vera esplosione di attività imprenditoriali attente all’ambiente tanto che si calcola in Italia la presenza nel 2015 di oltre 3 milioni di green jobs ossia lavoratori che applicano competenze verdi.

E quanto stima la Coldiretti in occasione della giornata mondiale dell’ambiente promossa dall’Onu con l’apertura della mostra sull’innovazione green a Expo nel Padiglione Coldiretti, inizio del Cardo, Ingresso sud.

In controtendenza all’andamento generale dell’economia le opportunità di green jobs hanno continuato a crescere negli anni della crisi tanto che, sottolinea la Coldiretti, in Italia proprio alla green economy si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2 percento dell’economia nazionale, sulla base del rapporto Symbola/Unioncamere.

Dai colori ricavati da ortaggi, latte e uova per dipingere le case o tingere vestiti agli agridetersivi interamente realizzati con le piante che dopo aver lavato i pavimenti si possono addirittura riutilizzarle per irrigare i fiori fino alla prima coltivazione di funghi su fondi di caffè, lo scarto più diffuso nelle case degli italiani, ma anche la cera d’api utilizzata per conservare sotto vuoto in modo naturale i salumi e i mobili rivestiti con i residui di potatura degli alberi, sono alcuni esempi della creatività del Made in Italy pulito esposte dalla Coldiretti.

Curiosa l’idea di realizzare di agrimobili, interamente rivestiti dalla fibra di fico d’India che viene estratta dalle pale ancora verdi, nel pieno rispetto dei cicli di vita della stessa, attraverso uno speciale procedimento meticoloso e in gran parte manuale, completamente ecologico senza l’utilizzo alcuno di prodotti inquinanti ma è anche possibile acquistare il kit casalingo per la coltivazione di funghi che crescono sui fondi di caffè.

Tra le novità l’utilizzazione di essenze vegetali per la produzione di colori naturali anallergici per l’impiego nel tessile/abbigliamento, pelle e calzatura ma anche di pitture e vernici decorative a base di latte e uova per gli interni, oltre che per la didattica e il mondo della scuola.

Tra i settori più dinamici nell’innovazione verde c’è sicuramente l’agricoltura dove una impresa su tre è nata negli ultimi dieci anni con una decisa tendenza verso nuove attività emergenti come la produzione di energie rinnovabili (essenzialmente fotovoltaico e biomasse), la sistemazione di parchi, giardini, strade, la cura del paesaggio, le fattorie didattiche, le attività ricreative, l’agricoltura sociale o le vendite dirette, la trasformazione aziendale delle produzioni.

Il risultato è che l’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, a leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati come avviene in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea.

L’Italia è l’unico Paese, sottolinea la Coldiretti, che può vantare 271 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) superiori a quelle registrate dalla Francia, su ben 43.852 imprese biologiche pari al 17% di quelle europee, davanti alla Spagna ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,2%), quota inferiore di quasi 10 volte rispetto alla media europea (1,9%) e di oltre 30 volte quella dei prodotti extracomunitari (6,3%).

La rete di vendita diretta degli agricoltori di Campagna Amica ha quasi diecimila riferimenti dove acquistare lungo tutta la Penisola prodotti alimentari a chilometri zero con una azione di sostegno alle realtà territoriali e un impegno contro inquinamento ambientale per i trasporti che non ha eguali negli altri Paesi dell’Unione.

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