Home News Spreco alimentare in Italia: sono necessarie norme efficaci

Spreco alimentare in Italia: sono necessarie norme efficaci

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
spreco alimentare

spreco alimentareLo scorso 5 giugno si è celebrata la Giornata mondiale dell’Ambiente, istituita dall’Onu nel 1972.

Per QUI Foundation, Onlus che dal 2007 lotta contro lo spreco alimentare, è stata l’occasione per ricordare che ogni anno un terzo del cibo prodotto viene sprecato, diventando spazzatura.

Gli ultimi dati diffusi da Last Minute Market rivelano che in Italia vengono sprecati ogni anno 8 miliardi di euro in cibo. Si tratta di 76 chili di cibo sprecati a persona.

La Francia ha di recente deciso di attuare una politica dura contro chi spreca: grazie alle nuove leggi, i supermercati che getteranno l’invenduto senza donarlo ai bisognosi, agli allevamenti (perché ne ricavino mangime) o all’agricoltura (per il compost) potranno incorrere in sanzioni. In Italia non esiste ancora una politica in tal senso.

“A oggi, in Italia, donare l’invenduto è quasi una lodevole eccezione che spaventava non poco gli esercenti e le Onlus per le possibili conseguenze legali. Come QUI Foundation ci auguriamo che la Francia faccia da apripista” commenta Gregorio Fogliani, presidente della Onlus “La riduzione dello spreco alimentare, l’uso efficiente del territorio e una migliore gestione delle risorse idriche sono azioni ecosostenibili fondamentali, nel rispetto delle politiche di riduzione delle emissioni e dei rifiuti”.

QUI Foundation, da sola, è riuscita a recuperare 200mila pasti nel 2014, e questi si vanno a sommare ai 500mila recuperati nei quasi otto anni di attività. Ma il margine è ampio: se tutti i pubblici esercizi mettessero a disposizione il cibo invenduto, con una media di 20 pasti al giorno, si potrebbero distribuire oltre 7 milioni di pasti quotidianamente.

Condividi: