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Energia solare: entro il 2050 coprirà il 25% del fabbisogno mondiale

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 27 Marzo 2019
energia solare

Per sostenere lo sviluppo dell’energia solare saranno determinanti gli investimenti futuri e l’apertura verso le nuove soluzioni energetiche.

Grande crescita per l’energia solare che sembra finalmente recuperare il profondo divario che la separava dalle altre fonti rinnovabili. In Italia già molte imprese hanno adottato impianti fotovoltaici e anche tra i privati cominciano a registrarsi dei risultati incoraggianti.

Infatti tra i maggiori ostacoli che hanno da sempre frenato lo sviluppo di questo settore rientrano i costi elevati dei moduli solari che spesso implicano la richiesta di un finanziamento. Valutare le soluzioni offerte dal mercato e le proposte per i prestiti del comparatore SuperMoney, potrebbe in questi casi aiutare a individuare delle formule più convenienti e flessibili.

Dopo il grande successo dell’eolico, già in grado di provvedere al 13% dei fabbisogni energetici del mondo, potrebbe presto seguire una fase di pieno sviluppo dell’energia solare. Il rapporto realizzato dalla banca svizzera Ubs sembra non avere dubbi a riguardo e dichiara che entro il 2050 l’energia solare potrebbe coprire il 25% della produzione mondiale di energia. Una prospettiva di sviluppo ambiziosa, considerando l’attuale 4% e in parte legata anche agli investimenti che verranno fatti negli anni futuri.

A determinare lo sviluppo dell’energia solare contribuiranno diversi fattori, primi fra tutti gli investimenti. Se fino a aggi gli investimenti globali non hanno mai superato i 250 milioni, tra dieci anni dovranno invece raddoppiare per poi toccare i 3 miliardi nel 2050.

Oltre a questo, sarà anche decisivo il numero di grandi impianti solari che verranno realizzati e che potranno quindi innescare effetti benefici sul calo dei prezzi, lo sviluppo delle tecnologie, le politiche pubbliche di sostegno e le economie di scala, come già avvenuto negli Stati Uniti dove i grandi impianti raggiungono fino a 5.200 megawatt di potenza installata.

Nel report si mette anche in evidenza la necessità di puntare sui nuovi mercati e di attirare l’attenzione dei grandi mercati finanziari. Degli interventi mirati potrebbero infatti migliorare la situazione finanziaria di molti Stati, rendendoli subito autonomi, ridurre le emissioni inquinanti e contenere i costi energetici per i clienti finali.

Secondo le previsioni di Ubs, il processo di sviluppo sarà guidato dall’Asia e dagli Stati Uniti, ma richiederà comunque l’attuazione di un sistema regolatorio adatto. Fondamentale sarà anche il contributo delle varie compagnie energetiche che dovranno integrare i vecchi sistemi energetici con fonti rinnovabili.

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