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Lavoro, i giovani scommettono sull’agricoltura

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
lavoro in agricoltura

lavoro in agricolturaProspettive di lavoro legate alla terra: le nuove imprese agricole sono sempre più giovani; tra il primo trimestre 2014 e lo stesso periodo del 2015 quelle aperte da persone con meno di 40 anni d’età sono salite di oltre il 32 percento, passando da 112 a 148.

Il record, spiega la Coldiretti Lombardia, spetta alle province di Lecco, Como, e Sondrio, con una generale prevalenza delle aree di montagna.

È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati della Camera di Commercio di Milano, diffusa in occasione della consegna degli Oscar Green 2015 della Coldiretti alle imprese giovani più innovative.

“Si tratta della conferma di un trend che come Coldiretti stiamo rilevando da anni” spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia “Per le nuove generazioni fare l’agricoltore non è più una vergogna o un mestiere poco qualificato, ma rappresenta invece un modo per costruire il futuro e trovare una nuova dimensione di vita”.

Infatti oggi il 54 percento dei giovani, spiega un’indagine Coldiretti/Ixè, preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21 percento) o fare l’impiegato in banca (13 percento).

L’altro dato che emerge è che nei primi tre mesi del 2015 tra le nuove aziende agricole giovani, una su quattro è guidata da donne. A livello provinciale le quote rosa giovanili sulle nuove aziende aperte, sono più forti a Lecco (50 percento), a Como (40 percento), a Bergamo (36,8 percento), a Varese (33,3 percento), con una media regionale del 26,4 percento.

Inoltre, sugli oltre 1.500 agriturismi attivi in Lombardia le agri-manager sono circa la metà. A livello più generale, il record complessivo dei giovani capi azienda spetta sempre a Lecco con il 50 percento, seguita da Como con il 47,6 percento, Sondrio con il 45,8 percento, Monza e Brianza con il 42,9 percento e Varese con il 40,9 percento. Valori più bassi nelle aree di pianura: dal 18,3 percento di Mantova al 30,4 percento di Cremona, al 36,8 percento di Brescia.

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Nelle aree pianeggianti il sistema agricolo è caratterizzato da zootecnia da latte e da carne, comparti nei quali è difficile iniziare un’attività senza forti investimenti di capitali.

Per tale ragione, è più facile assistere a un passaggio generazionale tra genitori e figli più che all’apertura ex novo di un allevamento.

I settori dove i giovani lombardi sono più impegnati sono l’allevamento (49%), la coltivazione dei cereali (38%), la coltivazione degli ortaggi (14%), la coltivazione degli alberi da frutto (11%) con una capacità innovativa di utilizzo delle nuove tecnologie.

Infatti, il 50%, stima la Coldiretti Lombardia, è presente online con siti web, facebook e twitter per promuovere la propria impresa.

Oggi le aziende sono in mano a ragazzi sempre più preparati la maggior parte di loro ha conseguito titoli specifici (perito agrario, agrotecnico, scienze agrarie, viticoltura ed enologia), ma non mancano meccanici, geometri, esperti di pubbliche relazioni e ingegneri elettronici che nonostante studi non agricoli hanno scelto il ritorno alla terra. Un fenomeno che coinvolge le nuove generazioni per passione (36%) o per mantenere in vita l’azienda di famiglia (26%).

Tutto questo spiega il maggior peso percentuale delle aziende giovani sul totale delle nuove aperture come emerge dai dati della Camera di Commercio di Milano.

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