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Le bottiglie di Gino, incontro con i grandi vini bianchi italiani

degustazioni vini bianchi

degustazioni vini bianchiRare bottiglie di vini bianchi custodite per oltre trent’anni nella cantina personale di Luigi Veronelli saranno protagoniste giovedì 30 luglio alle ore 20:45 del secondo appuntamento con Le bottiglie di Gino, ciclo di degustazioni pensato a latere della mostra Camminare la terra, a cura del Comitato Decennale Luigi Veronelli, del Seminario Veronelli e de Le Cantine di Astino.

Equilibrio, mistero, casualità, magia: numerosissimi i fattori imponderabili ma determinanti per il buon invecchiamento dei vini, a maggior ragione dei bianchi, bevuti di rado a distanza di molto tempo dall’annata di vendemmia.

Negli anni ’70 e ’80 gran parte del Paese stava lottando per affermarsi a livello internazionale quale produttrice di vini rossi di pregio, mentre, a eccezione di alcune aree storicamente vocate, ancora da dimostrare era la capacità delle vigne italiane di dare vini bianchi di buona fattura, da bersi entro uno o due anni dall’imbottigliamento.

Già a quel tempo, tuttavia, vi erano aziende che con coraggio e lungimiranza raccoglievano coscientemente la sfida di realizzare bianchi non solo ottimi in gioventù, ma anche dotati di grande longevità, vini in grado di proporre oggi, dopo decenni di permanenza in bottiglia, un’insolita, affascinante complessità.

Francesco Spagnolli, Giuseppe Mazzocolin, Edoardo Valentini, Leonildo Pieropan e Giorgio Marolli Furga sono i creatori delle etichette selezionate dal Comitato Decennale dalla cantina personale di Luigi Veronelli e messe a disposizione de Le bottiglie di Gino, un’occasione preziosa per capire, oggi, se questi grandi vignaioli abbiano vinto l’audace scommessa fatta allora.

“Veronelli utilizzava la sua cantina come un vero e proprio laboratorio dedicato all’esplorazione di mondi, come quello dei vini bianchi invecchiati, spesso totalmente sconosciuti non solo agli appassionati e ai critici, ma agli stessi tecnici e produttori. Diceva d’essersi più volte divertito a stupire i ristoratori chiedendo loro di servirgli il vino bianco più vecchio che avevano in carta. Tra le tante battaglie che egli condusse a favore del vino italiano dobbiamo ricordare anche questa: l’invito rivolto ai migliori bianchisti a misurare la loro bravura alla prova del tempo. In qualche raro caso il misterioso gioco di equilibri tra acidità, sapidità e alcool, come vedremo nel corso dell’incontro, ha portato all’esaltazione di intriganti e insospettabili note evolutive, capaci di stupire anche il degustatore più esperto” ha anticipato Andrea Bonini, direttore del Seminario Permanente Luigi Veronelli.

A condurre la degustazione, con il direttore Bonini, saranno Andrea Alpi, responsabile della didattica e della formazione dell’Associazione, e Marco Magnoli, redattore della Guida Oro I Vini di Veronelli.

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