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Comfort e risparmio energetico nel Falkensteiner di Jesolo

città: - pubblicato il: - ultima modifica: 13 Gennaio 2016

hotel falkensteiner JesoloCon il caldo torrido degli ultimi tempi anche l’offerta turistica deve prevedere adeguati standard di comfort, facendo attenzione al risparmio energetico e all’ecosostenibilità.

Soprattutto se si tratta di aziende come il Falkensteiner Michaeler Tourism Group, che offre prodotti e servizi turistici in Europa Centrale con un fatturato di 131 milioni di euro e oltre 1,5 milioni di pernottamenti all’anno in hotel a 4 stelle, 4 stelle Superior e 5 stelle, in cui lavorano più di 1.840 collaboratori.

L’ultima struttura inaugurata in ordine di tempo dall’azienda è stata l’Hotel&Spa a 5 stelle di Jesolo. Il progetto architettonico dell’edificio è stato curato dall’architetto Richard Meier di New York che aveva già firmato anche il progetto degli edifici circostanti, destinati a residenze private.

Lo stile è sobrio e funzionale con grandi vetrate, protette da frangisole, in cui domina il colore bianco che ben si inserisce nel contesto marittimo in cui sorge l’edificio. Gli spazi interni sono stati curati dall’architetto Matteo Thun di Milano che al contrario ha prediletto i colori forti, ispirati allo stile Art Deco di Miami. L’effetto di insieme è quello di un ambiente sofisticato ma accogliente, in grado di combinare sapientemente i servizi di un hotel di lusso al clima disteso di una vacanza al mare.

Al piano terra si trovano il ristorante e le altre aree comuni come il bar, la lobby e la biblioteca, nonché l’accesso esclusivo alla spiaggia riservata. L’albergo offre anche un’ampia area conferenze, aperta tutto l’anno così come la ricca zona spa con sauna, area wellness e fitness e una grande piscina indoor-outdoor.

Dal secondo all’ottavo piano si distribuiscono le 126 camere, divise in 101 doppie, 7 suite e 18 appartamenti. La vicinanza con Venezia, ma anche e soprattutto l’ampiezza e la cura dei servizi offerti, permettono a questo albergo di rimanere aperto durante tutto l’anno, superando i limiti di stagionalità imposti alle strutture tradizionali che sorgono lungo il litorale.

Un ambiente moderno e ricercato come quello del nuovo Falkensteiner Hotel&Spa di Jesolo, non poteva trascurare un aspetto tanto importante per i propri ospiti come il comfort interno. Rinfrescare puntualmente le stanze in torride estati come questa del 2015, riscaldare l’acqua della piscina nelle stagioni fredde, ancora rinfrescare una sala riunioni affollata in inverno mentre si riscaldano le stanze occupate dagli altri ospiti, sono tutte peculiarità di cui l’impianto di climatizzazione di una struttura ricettiva di questo livello deve poter disporre.

Con questi obiettivi, uniti a quello dell’efficienza energetica, i progettisti di Saind Ingegneria hanno studiato l’impianto di climatizzazione del nuovo hotel. Il suo cuore si compone di 2 unità polivalenti ERACS2-Q/-/XL-CA 2722 della gamma INTEGRA, 9 unità trattamento aria WIZARD e 1 controllore di tipo MANAGER 3000, forniti da Climaveneta.

Nello specifico le unità polivalenti sono state scelte per la loro capacità di produrre acqua calda e refrigerata simultaneamente e di servire quindi sia le unità trattamento aria destinate alla diffusione dell’aria nelle zone comuni, che i fan coil installati per il comfort nelle stanze. Le stesse unità soddisfano anche la richiesta di acqua calda sanitaria per le varie esigenze dell’hotel, che non riguardano solo le stanze, ma anche la spa e l’area benessere.

La scelta di produrre l’acqua calda sanitaria con un sistema a pompa di calore consente inoltre di usare fonti rinnovabili senza installare pannelli fotovoltaici, quindi senza impattare esteticamente sulla struttura, rispettando così le indicazioni del cliente e dell’architetto.

Paolo Carvani dello Studio Saind di Piacenza afferma “Le unità polivalenti sono in grado di produrre acqua calda e fredda simultaneamente sfruttando il recupero nella produzione di entrambi i liquidi e quindi massimizzando l’efficienza energetica dell’edificio durante tutto l’anno. Questo porta con sé anche un consistente risparmio energetico ed economico, specificamente richiesto dalla proprietà fin dalle prime fasi di commissioning”.

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