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Centrali a carbone, il piano degli Stati Uniti

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U.S. President Obama

U.S. President ObamaNel pacchetto del presidente Obama che annuncia uno sforzo senza precedenti per tagliare le emissioni di gas serra, in vista della Conferenza di Parigi sul clima di dicembre COP21, gli Stati Uniti hanno presentato anche nuove regole per limitare l’inquinamento proveniente dalle centrali a carbone, superando l’Unione Europea nell’affrontare con decisione la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in uno dei settori chiave responsabili del cambiamento climatico.

Il WWF accoglie con favore questa azione di Obama che in particolare prende di mira il carbone, il peggiore inquinatore, benchè ritenga che complessivamente gli sforzi internazionali in campo non siano ancora sufficienti.

Il WWF invita l’UE a seguire l’esempio e introdurre lo standard di performance per le emissioni di CO2 (EPS), definendo il livello massimo di emissioni di CO2 che ciascuna centrale europea può emettere.

“L’Unione europea è chiaramente in ritardo rispetto agli Stati Uniti quando si tratta di affrontare seriamente le emissioni del settore del carbone” ha dichiarato Mariagrazia Midulla responsabile Clima & energia WWF Italia che ha da tempo in corso la campagna No al carbone, Sì al futuro.

“Proprio in occasione degli Stati Generali sul Clima convocati dl governo italiano, come WWF abbiamo invitato il presidente Renzi ad adottare standard di performance per le emissioni di CO2 (EPS) per le centrali italiane. Perché in Italia continuiamo a usare questo combustibile sporco e dannoso, pur dicendo di voler fare altro” ha aggiunto Midulla “L’introduzione di uno standard EPS in Italia e in Europa fornirebbe anche un segnale chiaro per gli investimenti nelle fonti rinnovabili e la decarbonizzazione del settore, integrando il sistema comunitario di scambio delle emissioni (EU ETS), le politiche climatiche, le energie rinnovabili e gli obiettivi vincolanti di efficienza”.

Un’analisi giuridica pubblicata dal WWF, insieme con ClientEarth, è chiara: non ci sono ostacoli giuridici che impediscono all’UE di introdurre EPS.

L’UE ha la competenza a emanare un EPS europeo. L’analisi giuridica del WWF individua tre norme esistenti dell’Unione europea nelle quali uno standard EPS potrebbe essere introdotto: la Direttiva UE ETS, la direttiva Carbon Capture and Storage (CCS) e la direttiva sulle emissioni industriali (IED).

Per il WWF è chiaro che il sistema UE di scambio delle emissioni, il nucleo della strategia di riduzione delle emissioni dell’UE, finora non è riuscita a fornire le riduzioni previste delle emissioni di gas a effetto serra. Ha bisogno di essere integrato da misure non di prezzo, come un EPS per affrontare direttamente le emissioni delle centrali elettriche a carbone.

L’Europa ha già adottato alcune misure verso l’EPS, con la Banca europea per gli investimenti che ha deciso di non finanziare nuove centrali elettriche che emettono più di 550 g CO2/kWh, limite troppo alto.

La Commissione europea dovrebbe fare di più e formalmente introdurre un EPS per tutte le centrali nuove e quelle esistenti, quale strumento per guidare la transizione del settore elettrico verso livelli sempre più bassi di carbonio in Europa.

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