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Siccità, degrado del territorio e desertificazione

città: - pubblicato il: - ultima modifica: 21 Settembre 2015
cambiamenti climatici e desertificazione

cambiamenti climatici e desertificazioneIl 26 agosto al Padiglione Italia a Expo 2015 il CNR, in collaborazione con ENEA, ISPRA e CREA, presenterà il convegno Siccità, degrado del territorio e desertificazione in Italia e nel mondo nel corso del quale scienziati, politici e rappresentanti della società civile esporranno i rischi maggiori per l’uomo e l’ambiente in questi anni di cambiamento climatico.

Le aree siccitose coprono oltre il 41% della superficie terrestre e ospitano circa 2 miliardi di persone. Il 72% delle terre aride interessano i Paesi in via di sviluppo.

In Italia, gli ultimi rapporti ci dicono che circa il 21% del territorio nazionale è a rischio desertificazione e circa il 41% di questo territorio si trova nel Sud.

Sono numeri impressionanti che raccontano di un problema sempre più drammatico, ma di cui si parla pochissimo. La desertificazione si deve ai cambiamenti climatici, ma soprattutto al fattore antropico. Entro la fine di questo secolo si prevede una significativa riduzione delle precipitazioni, soprattutto estive, nel bacino del Mediterraneo e aumenti delle temperature tra 4 e 6 gradi.

L’unione di questi due fattori genererà forte aridità. Tuttavia, se i cambiamenti climatici si potrebbero mitigare applicando preventivamente una politica energetica migliore, ciò non basterebbe a bloccare il processo di desertificazione, legato innanzitutto a una cattiva gestione del territorio.

Che connessione c’è tra desertificazione e cambiamenti climatici? Quali sono i rischi maggiori per l’uomo e per l’ambiente? Quali le aree del mondo più interessate? Cosa si può fare per fermare il fenomeno? A queste e altre domande si cercherà di rispondere durante la conferenza dal titolo Siccità, degrado del territorio e desertificazione in Italia e nel mondo.

Scienziati, politici e rappresentanti della società civile si interrogheranno su uno dei temi più importanti e centrali per il nostro futuro: i deserti stanno arrivando nel cuore dell’Europa mediterranea, ma quasi nessuno ne parla.

La partecipazione, gratuita previa registrazione online entro l’8 agosto, darà diritto all’attribuzione di 0,375 crediti formativi agli iscritti all’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali ai sensi del regolamento per la Formazione Professionale Continua.

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