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Qualità dell’ambiente in Trentino: ricerca e agricoltura insieme

città: - pubblicato il: - ultima modifica: 26 Gennaio 2016
qualità ambiente trentino

qualità ambiente trentinoRicerca, controlli, formazione degli operatori agricoli e monitoraggio dei corsi d’acqua: sono questi i temi relativi alla qualità dell’ambiente sui quali verranno sviluppate specifiche iniziative contenute in un accordo di programma che impegna Provincia autonoma di Trento, Fondazione Edmund Mach e Associazione Consorziale Produttori Ortofrutticoli Trentina.

La Giunta provinciale di Trento ha approvato i contenuti dell’accordo, con un provvedimento proposto dagli assessori Mauro Gilmozzi (ambiente) e Michele Dallapiccola (agricoltura). Si lavorerà per ridurre ancora di più, nel campo dell’agricoltura integrata, l’utilizzo dei fitofarmaci, ancorché ammessi dalle normative, con un’attenzione particolare al rispetto dell’ambiente, alla tutela della salute delle persone e della qualità dei prodotti.

Il 16 febbraio 2015 è stato approvato il Piano di Tutela delle acque che, nel rappresentare lo stato di qualità dei corsi d’acqua trentini, definisce le azioni da intraprendere per ottenere un livello di qualità buono dei corpi idrici che ancora non lo hanno raggiunto.

Uno dei provvedimenti attuativi del Piano di Tutela delle acque è rappresentato dall’accordo di programma stipulato fra Provincia autonoma di Trento, Fondazione Edmund Mach e Associazione Consorziale Produttori Ortofrutticoli Trentina, che annovera circa 5.000 soci, per ridurre l’impatto provocato dai fitofarmaci sulla qualità dei corsi d’acqua.

L’accordo prevede quattro grandi temi sui quali verranno sviluppate le azioni che ciascuna delle parti si impegnerà a mettere in campo: ricerca, controlli, formazione degli operatori agricoli e monitoraggio dei corsi d’acqua.

Nell’accordo sono state inserite azioni, in parte già attuate nel primo semestre dell’anno in corso, che hanno portato, per esempio, alla sostituzione del Clorpirifos ethil con un altro principio attivo nei fondi che si affacciano sul Rio Ribosc, che APOT si impegna a porre in essere nei confronti dei propri aderenti, soprattutto per quanto riguarda la formazione e la conversione delle attrezzature per la distribuzione dei fitofarmaci con modelli tecnologici più avanzati.

L’attività di ricerca e sperimentazione verrà promossa attivamente da Fondazione Edmund Mach, nella direzione di sostituire le molecole con altre meno dannose. Anche i controlli verranno incentivati da parte di APOT e sono già stati effettuati prelievi in campo di foglie e frutticini per la ricerca di molecole non autorizzate e lo stesso si farà sui campioni di mele.

Spetterà alla Provincia, attraverso i Servizi competenti e l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, promuovere la collaborazione tra le parti e svolgere i monitoraggi sullo stato di qualità delle acque per verificare il raggiungimento degli obiettivi auspicati tra cui il raggiungimento dello stato di qualità buono per alcuni corpi idrici e il contenimento della concentrazione di Clorpirifos.

L’accordo ha durata quinquennale e si configura, prima ancora che come documento tecnico anche e soprattutto come strumento di sensibilizzazione degli operatori sull’importanza dell’estensione di buone pratiche nell’uso dei fitofarmaci a beneficio dell’ambiente e delle proprie produzioni, nonché di sperimentazione congiunta di azioni propositive e condivise per la razionalizzazione dell’utilizzo dei fitofarmaci.

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