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Forum For the Future of Agriculture a Expo il futuro sostenibile

città: Milano - pubblicato il:
agricoltura innovativa

agricoltura innovativaMilano si conferma crocevia delle idee e delle innovazioni proiettate sul futuro dell’alimentazione e del pianeta, ospitando a Expo 2015 un’edizione speciale del Forum For the Future of Agriculture.

In evidenza, progetti e protocolli innovativi che coniugano l’incremento delle produzioni agroalimentari con un’attenta gestione delle risorse ambientali e tutela della biodiversità.

Al termine dei lavori, i promotori dell’evento, Syngenta ed European Landowners’ Organization (ELO), firmano la Carta di Milano.

Il Forum For the Future of Agriculture (FFA), evento internazionale dedicato all’agricoltura nato nel 2008 come sede di confronto e condivisione tra esperti, rappresentanti delle istituzioni europee e principali player dell’agricoltura mondiale, è stato in via straordinaria ospitato a Milano, per trattare di futuro e innovazione in agricoltura.

L’attinenza con la tematica di Expo Nutrire il pianeta, energia per la vita ha imposto Milano quale sede ideale per il Forum. La scelta, inoltre, è stata un esplicito riconoscimento del ruolo guida esercitato dall’Italia nel settore agroalimentare a garanzia di tutela ambientale e sicurezza alimentare, come fedelmente trasposto nei contenuti della Carta di Milano.

Introdotti dai saluti di Michael Prinz zu Salm-Salm, in rappresentanza di ELO, e Luigi Radaelli, A.D. di Syngenta Italia S.p.A., i lavori del Forum For the Future of Agriculture sono entrati nel vivo con la sessione istituzionale Ruolo e importanza delle Istituzioni per sostenere il futuro dell’agricoltura, incentrata sulle potenzialità dell’agricoltura italiana e sugli strumenti a disposizione delle istituzioni per favorire il contributo del settore allo sviluppo economico del Paese.

Il dibattito ha visto alternarsi come relatori Andrea Olivero, Vice Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; Carlo Zaghi, della Direzione generale per le valutazioni ambientali, e Germana Panzironi, in rappresentanza del Ministero dello Sviluppo Economico.

Sugli impegni assunti dal governo italiano in materia di politiche agricole e sulle proposte del MIPAAF si è espresso il Viceministro Olivero: “Come Istituzione, siamo impegnati a dare concretezza agli impegni presenti nella Carta di Milano, con il grande obiettivo di far sì che il mondo possa superare il dramma della fame nel rispetto delle risorse naturali e delle diverse culture. Per realizzare ciò, ricerca e innovazione giocano un ruolo chiave e per questo auspico che il dialogo e il confronto tra tutte le forze in campo possa portare a una profonda riflessione sul modo in cui stiamo costruendo il futuro dell’agricoltura e, più in generale, del nostro Pianeta. Sono convinto che il compito delle Istituzioni sia proprio quello di promuovere un’azione condivisa in tal senso, favorire e agevolare comportamenti virtuosi, sostenere gli investimenti e diffondere le buone pratiche”.

A seguire, i panel Ambiente come opportunità per l’agricoltura e La filiera come valore per il Made in Italy. Il primo ha visto, tra gli altri, il Responsabile di Dipartimento presso il Direttorato Generale per lo Sviluppo Agricolo e Rurale della Commissione Europea, Martin Scheele; il Presidente della Commissione permanente XIII Territorio, Ambiente, Beni Ambientali del Senato, Giuseppe Francesca Maria Marinello; l’Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio; Sonia Ricci, il Presidente della Commissione per l’Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare UE, Giovanni La Via; e il Vice Presidente di Coldiretti, Mauro Tonello, fare il punto sui progetti portati avanti in Italia con l’obiettivo di sviluppare strumenti utili a bilanciare produzioni agricole di qualità e salvaguardia delle principali risorse naturali.

Il dibattito è stato aperto con l’esperienza di Combi Mais Idrotechnologies, il progetto nato dalla collaborazione tra l’azienda agricola dei Fratelli Vigo, Syngenta Italia SpA e Netafim Italia, patrocinato da Expo 2015 e accreditato tra i modelli dell’agricoltura sostenibile del futuro poiché mostra come sia possibile produrre di più e meglio attraverso un più efficiente impiego della risorsa idrica e dei mezzi tecnici, integrati dall’impiego di strumenti di promozione della biodiversità.

Nell’ambito dello stesso protocollo di produzione del mais, inoltre, è stato implementato il progetto multifunzionale di gestione del territorio Operation Pollinator, sviluppato da Syngenta per creare nuovi habitat e fonti di cibo per gli impollinatori nei margini di campo, in zone difficilmente accessibili o meccanizzabili e nelle aree di rispetto con l’obiettivo di aumentare la presenza delle specie pronube all’interno degli areali agricoli.

Il panel La filiera come valore per il Made in Italy, che ha visto la presenza tra i relatori degli onorevoli Luca Sani, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Catia Polidori, membro della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, Ezio Veggia, Vice Presidente Confagricoltura, e di Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale UE, intervenuto in videoconferenza da Bruxelles, ha preso le mosse dalla disamina dei principali punti di forza e di debolezza della filiera agroalimentare italiana.

Quest’ultima ricopre un ruolo rilevante per l’economia del Paese, di cui rappresenta il 13,2 % degli occupati e l’8,7% del PIL, percentuale che sale al 13,9% considerando l’indotto generato in altri settori produttivi, cui fanno da contraltare i limiti di una struttura produttiva e, in parte, distributiva troppo frammentata rispetto ai principali paesi europei, della dipendenza dall’estero per molte produzioni agroalimentari di base, nonché dei deficit infrastrutturali e degli alti costi di sistema.

“L’agricoltura e il sistema agroalimentare italiano sono caratterizzati da una filiera di grande valore, che riesce a trarre da una specificità territoriale e dai prodotti dei benefici che non sono comuni in altri Paesi” ha detto Paolo De Castro “Tuttavia, per essere competitiva, la capacità organizzativa del nostro sistema di impresa deve riuscire a organizzarsi e venire incontro al problema della frammentazione, in un’epoca in cui la grande distribuzione è alla ricerca di dimensioni di acquisto sempre crescenti. Non è più sufficiente mantenere alti standard di qualità, perché bisogna anche valorizzare le produzioni e trasformare l’eccellenza in maggiore reddito per gli agricoltori”.

In questo caso il dibattito è stato introdotto dall’intervento di Marco De Matteis, Amministratore Delegato del pastificio DeMatteis Agroalimentare di Flumeri (AV), che ha portato all’attenzione del Forum il progetto Grano Armando, che vede la collaborazione tra il pastificio irpino, Syngenta Italia e l’azienda sementiera Coseme e si sostanzia in un patto di filiera tra industria e agricoltori per la produzione di una pasta di alta qualità 100% Italiana.

Grano Armando è un esempio di valorizzazione della filiera e di rafforzamento della tipicità nelle produzioni alimentari di punta del Made in Italy ed è parte di The Good Growth Plan, l’ambizioso piano lanciato nel 2013 per presentare l’impegno concreto che Syngenta intende assumere per contribuire alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità ambientale.

Il Forum For the Future of Agriculture si è concluso con una cerimonia che ha visto Syngenta Italia ed ELO sottoscrivere pubblicamente la Carta di Milano, il documento di impegno rivolto a cittadini, istituzioni, imprese e associazioni che costituirà l’eredità di Expo 2015 e che già oggi colloca il nostro Paese all’avanguardia tra le nazioni che lavorano per un nuovo equilibrio tra uomo, agricoltura e ambiente.

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