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Mercato immobiliare, la metà dei milanesi preferisce l’usato

pubblicato il: - ultima modifica: 3 Giugno 2020
mercato immobiliare italiano

mercato immobiliare italianoIl capoluogo lombardo si rivela termometro d’Italia per il mercato immobiliare: sul territorio nazionale si è registrato un -60% sugli investimenti in abitazioni nuove, mentre un +33% quelli in manutenzione straordinaria sull’usato.

Metà degli immobili venduti a Milano sono usati (49%), contro il 17% di case nuove acquistate nel I semestre del 2015 (Fonte: FIMAA MiMB, I Semestre 2015): un dato che riflette il trend del mercato immobiliare su scala nazionale.

Sul territorio della Penisola infatti gli investimenti in abitazioni nuove hanno registrato nel periodo 2008-2015 un -60%, contro il +33% di quelli in manutenzione straordinaria sull’usato (e rispettivamente un -7,2% e +3,8% nell’ultimo anno).

La necessità di ribadire il consumo di suolo zero e di puntare sulla riqualificazione sono alcuni dei temi al centro del 4° Convegno di GeometrinExpo Patrimonio architettonico e ambientale: re-inventare l’esistente, che si è svolto il 24 settembre a Milano, presso la Galleria Meravigli.

Se da un lato la propensione all’acquisto del vecchio può essere imputata prevalentemente alla ridotta disponibilità economica delle famiglie, dall’altro segna l’avvio di un nuovo ciclo immobiliare, basato sulla consapevolezza dei cittadini sensibilizzati al tema della riqualificazione da politiche nazionali e buone prassi regionali che spingono in questa direzione: dagli incentivi al 50% sulle ristrutturazioni all’Ecobonus sugli interventi di riqualificazione energetica.

Maurizio Savoncelli, Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, ha commentato: “Nelle politiche di riqualificazione e rigenerazione urbana due sono i punti sui quali concentrarsi per trasformarle in una reale opportunità per la collettività: il primo, fare un passo avanti nella normativa urbanistica nazionale, riducendo la burocrazia attraverso l’introduzione in tutte le amministrazioni di una modulistica comune e un regolamento edilizio unico. Il secondo, ampliare le attuali misure fiscali, estendendo gli sgravi anche al non-residenziale e all’impresa”.

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