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Conferenza sul clima: ultimi negoziati tra i Paesi aderenti

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
cop21 conferenza sul clima di parigi

cop21 conferenza sul clima di parigiIn vista dell’avvio della Conferenza sul clima, i Paesi membri si riuniscono per fare il punto della situazione e definire una strategia comune.

La Conferenza sul clima, che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre, sarà l’occasione per fare il punto sui risultati conseguiti dai Paesi aderenti sul fronte degli interventi ambientali e creare nuove strategie mondiali per tutelare l’ambiente e le sue risorse.

Le energie rinnovabili e la diffusione di sistemi energetici alternativi rientrano senza dubbio tra le tematiche più importanti, che hanno già spinto molti Paesi a intervenire attraverso specifici sistemi di incentivi.

Una tendenza emersa anche in Italia, dove molte imprese e privati hanno potuto dotarsi di sistemi energetici alternativi proprio grazie all’accesso di particolari agevolazioni, come per esempio le soluzioni di finanziamento per il fotovoltaico.

Conferenza sul clima: partono le prime negoziazioni

Nei mesi precedenti sono state condotte moltissime iniziative per fare il punto sulle conseguenze prodotte dai cambiamenti climatici e per trovare delle soluzioni efficaci che potessero contrastare gli effetti di questo preoccupante problema mondiale.

In attesa dell’apertura della Conferenza di Parigi, le delegazioni di 195 Paesi aderenti si sono riunite a Bonn per fare il punto della situazione e creare un documento unico che raccogliesse tutti i dati relativi alle conseguenze generate dai cambiamenti climatici, gli interventi per contrastare la situazione e un piano di finanziamenti per attuare concretamente tutte le proposte di interventi.

Una questione particolarmente delicata sarà senza dubbio la gestione dei finanziamenti. Secondo l’Ocse ci sarebbe un forte squilibrio sul fronte della gestione delle risorse, che sembrano essere assorbite per la maggior parte da interventi mirati alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, che assorbono circa il 77%. La seconda questione riguarda invece la distribuzione di queste risorse tra i vari Paesi, che sembrano orientarsi maggiormente verso la Cina e l’India, a discapito dell’Africa.

Sarà possibile definire una strategia comune?

La Conferenza sul clima segnerà l’inizio di una nuova gestione delle politiche ambientali di tutti i Paesi. L’obiettivo sarà infatti trovare un punto di equilibrio tra le esigenze dei singoli Paesi e i nuovi limiti imposti dalle politiche ambientali, favorendo in modo particolare il supporto e lo sviluppo di quelle realtà più problematiche e fragili. Ogni Paese dovrà non solo presentare i propri progetti e condividere gli obiettivi per il futuro, ma dovrà anche manifestare una maggiore apertura verso gli altri membri aderenti.

L’avanzamento dei lavori e lo sforzo di ogni Paese per contrastare i cambiamenti climatici sarà quindi monitorato dalle Nazioni Unite, che dal prossimo primo novembre forniranno un rapporto di sintesi su tutti gli impegni dichiarati nel corso dei cinque giorni di Conferenza. La speranza è che la conclusione della Conferenza sul clima di Parigi segni l’inizio di una nuova era ecologica, orientata a nuovi sistemi di regolamentazione e fiscalità.

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