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Giardini rilevanti per biodiversità e insetti impollinatori locali

città: Bolzano - pubblicato il:
biodiversità in alto adige
Da sinistra l'entomologo Timo Kopf, il pomologo Reinhold Steiner e l'assessore Arnold Schuler (Foto: USP/M.Clara)
biodiversità in alto adige
Da sinistra l’entomologo Timo Kopf, il pomologo Reinhold Steiner e l’assessore Arnold Schuler (Foto: USP/M.Clara)

L’importanza dei giardini come luoghi di sopravvivenza per insetti impollinatori locali e per il mantenimento della biodiversità emerge da una ricerca scientifica i cui esiti sono stati illustrati ai Giardini di Castel Trauttmansdorff a Bolzano, ai quali la ricerca fa riferimento.

Tra le specie rilevate nell’ambito dello studio eseguito all’interno dei Giardini di Castel Trauttmansdorff vi sono 111 specie di api selvatiche, nonché specie rare, quali per esempio un esemplare di Choreutidae, una farfalla della famiglia dei Lepidotteri, rilevata per la prima volta in Alto Adige, e un tipo di ape selvatica, l’Andrena curvungula, che predilige la tipologia floreale della Campanula.

Lo ha posto in evidenza l’entomologo Timo Kopf che ha effettuato lo studio e che ne ha illustrato gli esiti sottolineando che è necessario il coraggio del disordine per mantenere la biodiversità. Il paesaggio è divenuto sempre più povero di fiori in conseguenza della perdita di superfici verdi in seguito alla costruzione i insediamenti e infrstrutture e per l’uso intensivo di pestici e concimi.

Dal 2013 al 2014 Timo Kopf, entomologo del Tirolo del Nord, ha studiato, su incarico dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, l’insieme degli insetti impollinatori. 356 i singoli rilevamenti effettuati nel corso di 12 escursioni di un giorno, 3652 gli individui rilevati, appartenenti a 344 specie differenti. Fra queste 5 tipi di ragni, 12 di cimici, 39 di coleotteri, 86 fra mosche e zanzare. È emersa l’importanza di una particolare pianta, il solidago o verga d’oro, che da sola attira ben 46 tipi diveri di impollinatori.

La ricerca ha documentato il valore dei giardini quale rifugio per gli insetti impollinatori locali per il mantenimento della biodiversità locale, sottolineando il ruolo di modello svolto in questo senso dai Giardini di Castel Truttmansdorff.

Quale best practice ha indicato l’esempio di Rankweil, località del Land austriaco del Voralberg, dove nelle aiuole sulle rotatorie vengono messe a dimora pinate autoctone, invece di piante ornamentali a rotazione.

La ricerca è stata documentata per mezzo di fotografie da Rudolf Hofer, a lungo professore all’Istituto di Zoologia e Limnologia dell’Università di Innsbruck. Le immagini serviranno a pubblicare un calendario, presto in vendita. Inoltre, sotto la direzione del professore universitario Klaus Oeggl, l’Istituto di Botanica dell’Università di Innsbruck ha analizzato il carico pollinico di alcuni visitatori dei fiori dei Giardini di Castel Trauttmansdorff.

Come ha detto l’assessore provinciale Arnold Schuler studi scientifici come quello realizzato confermano l’importanza dei processi di ecologizzazione e della biodiversità per l’agricoltura e per le aree a verde andando così a sensibilizzare i cittadini a operare in questa direzione. Proprio nei Giardini di Castel Trauttmansdorff, circa mezzo anno fa, l’assessore Schuler aveva apposto al sua firma sul documento di adesione alla rete Natur im Garten dell’Austria inferiore.

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