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Expo Milano si è chiuso: ecco i numeri dell’evento

città: Milano - pubblicato il:
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chiusura expo milanoDa Expo Milano 2015, chiusosi ieri, è uscito soddisfatto ben l’88 percento dei visitatori nazionali che per raggiungere l’obiettivo hanno speso complessivamente 2,3 miliardi, ma ci sono anche due ore e quarantacinque minuti trascorsi in media in fila senza battere ciglio tra i record fatti segnare dall’Esposizione Universale.

È quanto emerge dall’indagine elaborata da Coldiretti/Ixè sul bilancio di Expo, che nei sei mesi è stato visitato da 21,5 milioni di persone delle quali circa 6,5 stranieri secondo gli organizzatori.

Si è trattato, sottolinea la Coldiretti, di un risultato da record per presenze, grado di apprezzamento dei cittadini e risultati per il Paese con 300 visite istituzionali, la presenza di 60 Capi di Stato o di Governo e ventimila impiegati e volontari addetti al sito animato da 140 Stati partecipanti, dei quali 54 con padiglioni propri oltre 70 nei nove cluster, ma anche tre organizzazioni internazionali.

Per tre italiani su quattro (il 74 percento) l’esperienza di Expo può essere considerata un successo del nostro Paese mentre il 16 percento è indifferente, solo il 7 percento la ritiene un insuccesso e il 3 percento non sa. La dimensione dell’evento è data anche dalle presenze e dagli interventi illustri tra i quali è stato giudicato come più significativo di tutti quello di Papa Francesco all’apertura della kermesse dal 42 percento, seguito dalla visita di Michelle Obama con il 22 percento, dall’intervento del segretario generale dell’Onu Bank Ki Moon (20 percento).

Per il 49 percento il momento memorabile è stata di gran lunga l’accensione dell’albero della vita che supera le feste dedicate ai singoli prodotti (frutta, latte, gelato, birra) scelte dal 23 percento, la presenza dei giovani da tutto il mondo con Slow Food (16 percento) e l’incontro dei trentamila agricoltori della Coldiretti con il presidente del Consiglio Matteo Renzi indicato dal 15 percento.

Gli italiani hanno speso complessivamente 2,3 miliardi per visitare l’Esposizione universale tra viaggio, alloggio, spese varie fuori, e ingresso e consumazioni all’interno, tra le quali 570 milioni per il mangiare, che meno della metà dei visitatori (47 percento) ha giudicato troppo caro nella ristorazione (bar, ristoranti, fast food e cibi di strada), secondo Coldiretti/Ixè. Una maggioranza del 32 percento ha scelto una cucina esclusivamente italiana, il 25 percento solo quella straniera, il 34 percento ha provato sia la straniera che quella italiana mentre il 9 percento, secondo l’indagine, non ricorda.

Sul podio dei padiglioni stranieri preferiti, precisa la Coldiretti, sale il Giappone con il 21 percento dei consensi, seguito dalla Cina con il 9 percento e dal Kazakistan con l’8 percento, ma apprezzati sono stati anche gli Emirati Arabi e Israele entrambi con il 7 percento. Per quanto riguarda i padiglioni italiani che sono piaciuti di più al primo posto c’è Palazzo Italia, con il 26 percento, seguito da Perugina con il 15 percento, da Coldiretti con il 12 percento e da Coop e Eataly con l’11 percento.

Molto apprezzato il padiglione Zero dal 21 percento dei visitatori. Le lunghe code, che il 73 percento dei visitatori indica come il principale aspetto negativo, danno in realtà la dimensione del successo. La maggiore criticità segnalata dai visitatori è l’eccesso di virtualità indicato dal 34 percento dei visitatori, mentre per il 17 percento è la presenza di poche aree di sosta per riposare gratuitamente, ma nel complesso il giudizio appare molto lusinghiero.

“Coldiretti è stata tra i primi a credere e a investire in Expo con la tempestiva scelta di sponsorizzarne il simbolo, l’Albero della Vita, e animare quotidianamente il padiglione No farmers no party con la partecipazione degli agricoltori provenienti da tutte le regioni d’Italia” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo “Una scelta che è stata premiata dai riconoscimenti dei tanti entusiasti visitatori, ma anche dalla convinzione che l’esposizione ha aiutato a restituire dignità e valore al lavoro nei campi dove sono impegnati nel mondo 570 milioni di aziende e oggi sono più vicini gli ambiziosi obiettivi che sono stati fissati all’inaugurazione: Nutrire il Pianeta, Energia per la vita. Il protagonismo degli agricoltori italiani è stato uno dei fattori chiave di Expo perchè ha permesso di far toccare con mano ai visitatori la realtà delle campagne italiane dove nasce il successo dei prodotti agroalimentari Made in Italy nel mondo”.

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