Home Imprese Sostenibili La raccolta differenziata dell’umido cresce in Italia

La raccolta differenziata dell’umido cresce in Italia

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
raccolta differenziata umido

raccolta differenziata umidoLa raccolta differenziata dell’umido e del verde fa un balzo del 9,5% nel 2014 e gli italiani hanno separato oltre 5,7 milioni di tonnellate di scarto organico in un anno pari a quasi il 43% di tutta la raccolta differenziata nazionale.

Dal recupero degli scarti organici in Italia si ottengono oltre 1,3 milioni di tonnellate all’anno di compost con un risparmio di 1,4 Mt di CO2 equivalenti rispetto all’invio in discarica.

A mettere in luce i vantaggi ambientali di questa buona pratica è il Consorzio Italiano Compostatori a commento del Rapporto ISPRA 2015.

A Ecomondo 2015 i riflettori sono puntati sul compost, fertilizzante naturale che oltre a restituire sostanza organica alla terra, gioca un ruolo fondamentale nel contenimento delle emissioni.

“Il quadro che emerge dal Rapporto è estremamente positivo” ha commentato il direttore del CIC Massimo Centemero “Più aumenta la raccolta dell’organico più i cittadini diventano consapevoli di quanto sia essenziale fare attenzione a ogni minimo particolare per difendere l’ambiente. E la frazione organica, che è quasi la metà di tutti i rifiuti differenziati in Italia, è importantissima: da essa nasce il compost, un fertilizzante naturale, e da essa si può arrivare alla produzione di un prezioso derivato come il biometano per alimentare i veicoli”.

Il nostro Paese conta attualmente 240 impianti di compostaggio e 43 di digestione anaerobica operativi. Da questi impianti si ottengono 1.326.000 tonnellate/anno di compost (dato Ispra 2015) di cui 334.000 t/a di Ammendante Compostato Verde, 149.000 t/a di Ammendante Compostato con Fanghi e 843.000t/a di Ammendante Compostato Misto.

L’Ammendante Compostato Verde può essere utilizzato nel florovivaismo per sostituire le torbe di importazione. L’Ammendante Compostato Misto e con Fanghi sono tradizionalmente impiegati in agricoltura di pieno campo come fertilizzazione complementare ai concimi minerali.

Il compost svolge una funzione, oltre che agronomica, anche ecologica. Il suo impiego permette di migliorare la qualità del terreno, consentendo di conservarne nel lungo periodo la fertilità, il suo stato strutturale, la capacità di assorbire e rilasciare acqua e di trattenere gli elementi nutritivi in forma facilmente assimilabile da parte della pianta, promuovendo tutte le attività biologiche del suolo.

L’utilizzo del compost, inoltre, permette di evitare l’impiego di altri prodotti, a volte importati dall’estero, con vantaggi anche in termini economici: si stima un minor costo complessivo per l’approvvigionamento di torbe e concimi minerali di circa 25-30 milioni di euro.

Dal punto di vista ambientale, inoltre, il compost gioca un ruolo fondamentale nel contenimento delle emissioni. Secondo i calcoli, raccogliere l’umido e trasformarlo in fertilizzante permette di risparmiare 1,4 Mt di CO2 equivalente/anno rispetto all’invio in discarica.

“Nell’ipotesi di un target europeo di un dimezzamento delle emissioni al 2030” ha continuato Massimo Centemero “si tradurrebbe per l’Italia in una riduzione di 100 Mt CO2 eq in sedici anni a un ritmo di circa 6 Mt in meno ogni anno. Il contributo della raccolta e del trattamento dell’organico è quindi molto significativo (18%) in termini emissioni evitate”.

Condividi: