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Fattorie verticali, agricoltura biologica e smart city: è il futuro

città: Milano - pubblicato il:
fattorie verticali

fattorie verticaliPotranno le generazioni future vivere di agricoltura biologica, anche in città, senza peggiorare il riscaldamento globale? Secondo l’architetto francese Vincent Callebaut sarà possibile grazie alle fattorie verticali.

Ma le città dovranno diventare intelligenti, a basse emissioni di carbonio, autosufficienti dal punto di vista energetico grazie a un’economia circolare dove tutto può essere riciclato all’infinito.

Un modo per riconsiderare l’agricoltura urbana.

Da adolescente, Vincent Callebaut non voleva diventare un architetto, ma un orticoltore, affascinato com’era dal giardino dei suoi genitori e dal frutteto dei suoi nonni. Di origine belga, è cresciuto in una cittadina mineraria del Borinage, ai tempi in piena de industrializzazione. Ma sognava un giorno di vivere a Parigi. Sogno realizzato dopo aver studiato architettura a Bruxelles.

L’architetto appartiene alla generazione ecologica allevata con tutte le previsioni più ansiogene. E che immagina fattorie urbane a New York e Parigi. Le città possono produrre come i campi? Funzionare come villaggi virtuosi? AIAB.it lo ha chiesto direttamente all’autore dello studio.

Lei sottolinea il carattere generazionale del suo lavoro…

A 20 anni, eravamo già condannati ad aspettare la fine del mondo differenziando la spazzatura e spegnendo la spia luminosa della nostra televisione. Ma io appartengo anche alla generazione 2.0, quella che interconnette i saperi. Tra le nuove tecnologie della comunicazione e nuove tecnologie di rinverdimento delle città, possiamo creare progetti ibridi portando la campagna nelle città. Gli architetti della mia età vogliono tutti costruire edifici a energia positiva, scollegati dalle reti energetiche tradizionali, e perciò dai combustibili fossili. La mia professione di architetto mi ha permesso di fare proposte per uscire da questa logica di crisi imposta.

Alcuni dei vostri piani sembrano usciti da un film di fantascienza

Bisogna immaginare futuri possibili e avere progetti entusiasmanti. Il crocevia di vincoli in cui viviamo è in realtà favorevole al rinnovamento. Quindi io non ho esitato a lavorare su progetti manifesto che possono sembrare utopici, ma che sono realizzabili tecnicamente ed economicamente.

Come per esempio Dragonfly (Libellula), una fattoria verticale a New York lungo l’East River. Per questo prototipo di fattoria urbana gestita dai suoi stessi abitanti, abbiamo collaborato con il MIT, Massachusetts Institute of Technology, che era già ben avanzato sull’agricoltura verticale. Abbiamo anche creato un progetto di isole galleggianti per i rifugiati climatici, Lilypad.

Alla base di questi progetti, c’è il concetto di smart city…

Una città intelligente deve essere auto-alimentata e a differenza di ciò che succedeva prima, i rifiuti devono diventare risorse. Potremmo, per esempio, riciclare i rifiuti delle aziende agricole verticali in facciate fatte di acquari alimentati da bioreattori a base di alghe verdi, quelle che troviamo sulle spiagge di Normandia e Bretagna, che trasformano i rifiuti organici in biocarburante.

Nella parte inferiore della torre, lagune di fitodepurazione garantirebbero il riciclaggio di tutte le acque reflue dell’edificio, in stagni decorati da pesci e piante. La pescicoltura permette sì di fornire pesce, ma anche di riciclare tutti i nutrienti contenuti nelle loro deiezioni come concime naturale per le piante dei giardini pensili. Si tratta di creare un’economia circolare in cui tutto si trasforma all’infinito.

Dragonfly, per esempio, è la giustapposizione di una torre di uffici con una torre, giardino di abitazioni. Di notte, il calore, compreso quello dei data center, è reindirizzato verso gli alloggi. Spesso l’intelligenza della città risiede semplicemente nella sua riprogrammazione.

Se vi interessa l’argomento potete leggere l’articolo integrale Le fattorie verticali potrebbero produrre il 30% dell’agricoltura biologica consumata dai parigini pubblicato da AIAB.it

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