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Export agroalimentare: i conti non tornano ancora

città: Milano - pubblicato il:
export agroalimentare

export agroalimentareCon la fine delle sanzioni all’Iran i conti dell’export agroalimentare italiano ancora non tornano.

Infatti, se da una parte l’export agroalimentare verso Teheran dovrebbe raggiungere i 40 milioni di euro all’anno entro il 2018 ed è una buona notizia, spiega il Presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini, dall’altra per colpa dell’embargo alla Russia stiamo perdendo 20 milioni di euro al mese e non si tratta di una buona notizia.

Anche perché è dall’agosto 2014 che UE e USA sono ai ferri corti per l’Ucraina con la Russia, con una serie di ritorsioni commerciali che hanno bloccato l’esportazione di frutta, verdura, formaggi, carni, pesce e salumi verso Mosca togliendo al nostro export agroalimentare un mercato importante e favorendo al tempo stesso falsi e imitazioni dei veri prodotti italiani.

Un comportamento asimmetrico come la doppia morale della UE sull’obbligo dell’indicazione di origine sui prodotti israeliani. Da un lato, dice Coldiretti Lombardia, la UE chiede a Israele la massima trasparenza lungo tutta la sua filiera ma poi dentro i suoi confini l’Unione Europea sostiene che la stessa trasparenza rappresenta un ostacolo alla concorrenza e che quindi l’origine delle materie prime non deve essere indicata in maniera chiara ed evidente.

“È un esempio di doppia morale viziata da interessi politici ed economici. Non vorrei ci fosse la stessa logica strabica su Iran e Russia” conclude Prandini.

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