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Prodotti outdoor: anche in Italia sostanze chimiche pericolose

città: Roma - pubblicato il:
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prodotti outdoor pericolosiSostanze chimiche pericolose e persistenti, dannose per la salute e l’ambiente, sono state trovate nei prodotti outdoor dei maggiori marchi del settore, anche in Italia.

Marchi come The North Face, Patagonia, Mammut, Salewa e Columbia continuano a usare PFC per impermeabilizzare i loro prodotti outdoor nonostante si dichiarino a parole sostenibili e amanti della natura.

Lo rivela il rapporto Tracce nascoste nell’outdoor presentato da Greenpeace durante ISPO Monaco, la maggiore fiera del settore outdoor in Europa.

Greenpeace ha analizzato 40 prodotti outdoor, votati nei mesi scorsi dagli appassionati di tutto il mondo sul sito web dedicato, trovando PFC non solo nell’abbigliamento, ma anche in scarpe, tende, zaini, corde e perfino sacchi a pelo. Solo in 4 prodotti outdoor (il 10 percento quindi) non sono stati rilevati PFC, dimostrazione del fatto che solo poche aziende si stanno muovendo nella direzione giusta.

Tuttavia questo risultato, ancora limitato a pochi prodotti outdoor, indica che è possibile produrre abbigliamento impermeabile non utilizzando sostanze chimiche così pericolose. Sebbene molti marchi dichiarino pubblicamente di non usare più i pericolosi PFC a catena lunga, questi sono stati trovati in numerosi prodotti analizzati.

“Abbiamo trovato elevate concentrazioni di PFOA, un PFC a catena lunga collegato a numerose patologie e malattie gravi come il cancro, in 11 prodotti tra cui alcuni dei marchi The North Face, Salewa e Mammut. Questa sostanza è già sottoposta a severe limitazioni in Norvegia” afferma Giuseppe Ungherese, campagna inquinamento di Greenpeace Italia.

I PFC sono composti chimici che non esistono in natura. Una volta rilasciati nell’ambiente si degradano molto lentamente ed entrano nella catena alimentare, causando una contaminazione pressoché irreversibile. Sono stati trovati perfino nelle aree più remote del pianeta, in animali come delfini e orsi polari e nel sangue umano.

“Marchi popolari come The North Face e Mammut non mostrano grande rispetto della natura considerato il massiccio uso di sostanze chimiche nelle loro filiere produttive. Insieme a tutti gli amanti della natura e degli sport all’aria aperta li sfidiamo a mostrarci che cosa vuol dire essere leader nel rispetto dell’ambiente: devono smettere di usare sostanze chimiche pericolose adesso” conclude Ungherese.

Negli ultimi anni molti marchi dell’outdoor hanno abbandonato i PFC a catena lunga a favore di quelli a catena corta, sostenendo che fossero un’alternativa meno dannosa. Eppure, recentemente, più di 200 scienziati da 38 Paesi hanno firmato la Dichiarazione di Madrid che raccomanda di evitare l’uso di tutti i PFC, inclusi quelli a catena corta, nella produzione dei beni di consumo.

Il primo marchio del settore outdoor ad annunciare ufficialmente l’impegno Detox è Páramo Directional Clothing. Il marchio inglese ha già eliminato i PFC dall’intera catena di produzione, mostrando che è possibile produrre attrezzatura priva di PFC di altissima qualità e dettando uno standard per il settore. Sono ormai 35 i marchi della moda e dell’abbigliamento sportivo ad aver sottoscritto l’impegno Detox.

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