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Referendum trivellazioni, il Governo ha paura del voto?

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
referendum trivellazioni

referendum trivellazioniIl Governo ha paura di andare al voto in un referendum trivellazioni?

È quanto sostiene la Fondazione Univerde che per discutere dell’argomento ha organizzato una conferenza stampa presso la Camera dei deputati, in collaborazione con i Parlamentari firmatari della mozione che propone l’accorpamento del voto referendario sulle trivellazioni con il primo turno delle elezioni amministrative.

Il Governo ha il dovere di garantire la più ampia partecipazione dei cittadini al voto e, nell’ottica della razionalizzazione e della riduzione delle spese dettate della spending review, ha il dovere di risparmiare denaro pubblico in vista delle prossime elezioni.

Questi due obiettivi, partecipazione e risparmio, possono essere contemporaneamente centrati solo abbinando il voto del referendum trivellazioni al primo turno delle elezioni amministrative 2016 risparmiando oltre 300 milioni di euro che sarebbero invece spesi nel caso tali consultazioni si svolgessero in giorni diversi.

“Il governo può decidere l’election day con un provvedimento semplice” afferma Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Ambiente e Presidente della Fondazione UniVerde “ma ha paura del voto dei cittadini contro le sue scelte petrolifere. Spero che le Regioni che hanno chiesto il referendum trivellazioni si rivolgano al Presidente Mattarella, massimo garante delle nostre istituzioni. Partecipazione e risparmio possono essere centrati solo abbinando il voto del referendum trivellazioni al primo turno delle amministrative 2016, si può evitare così uno spreco di 300 milioni di euro”.

“Abbiamo presentato una mozione” dichiara l’Onorevole Serena Pellegrino, Vice Pres. Commissione Ambiente Gruppo SI-SEL, “firmata da un deputato di maggioranza, l’On. Angelo Capodicasa, per abbinare l’election day con il referendum. Alfano ieri al question time ha detto che ci sono le strade per l’election day e perché questo accada bisogna produrre una norma. È altrettanto evidente che questo Governo teme il referendum trivellazioni e al contrario vuole trovare una norma per disinnescare la competizione referendaria. Abbiamo messo con le spalle al muro Alfano denunciando che dal momento che si è messa mano all’architettura istituzionale come con l’abolizione delle Province non è giustificabile sprecare 300 milioni di euro dei cittadini”.

Il Presidente del Consiglio della Regione Basilicata, Piero Lacorazza ha ribadito la necessità di: “Superare gli ostacoli tecnici per consentire democraticamente ai cittadini di esprimere il proprio voto ed è per questo che è indispensabile un impegno da parte dei Parlamentari e delle Regioni”.

“Con due sentenze” spiega Enzo Di Salvatore, Costituzionalista e autore dei quesiti referendari “la Corte Costituzionale ha ammesso il quesito sul mare. In merito agli altri due quesiti era necessario sollevare il conflitto di attribuzione da parte delle Regioni. La sentenza sarà comunicata a tutte le istituzioni entro il 7 febbraio. A quel punto, il Capo dello Stato deve indire una data. Già dal prossimo Consiglio dei Ministri credo che sarà presa una decisione e come diceva il Ministro Alfano venga fatta una norma ad hoc. Mi auguro che cresca il numero di adesioni dei Parlamentari alla mozione già presentata. È importante che sia più trasversale possibile e diventi un vero comitato attivo nella campagna referendaria”.

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