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Visibile vs invisibile: immaginare il futuro delle città

pubblicato il: - ultima modifica: 13 Ottobre 2021
visibile vs invisible

visibile vs invisibleVisibile vs Invisibile, secondo incontro del ciclo Nextopic, luogo di incontri dove gli opposti si incontrano, ha offerto ai cittadini baresi la possibilità di assistere a confronti con personalità di rilievo su temi di grande attualità: ambiente ed energia, territorio e infrastrutture, sanità, pubblico e privato.

Da un lato la città che prova a riappropriarsi del mare e a costruire con questo un legame. Dall’altro le sfide delle smart city e l’opportunità di costruire un patto tra intelligenze del territorio per ottimizzare spazi, tecnologie, tempi, processi decisionali e servizi.

Al centro, le infrastrutture materiali e immateriali, la cui concezione è sempre più frutto di lavoro di sintesi tra imprese, tecnici ed esigenze della città. E la cui realizzazione, anche a Bari, segue spesso percorsi lunghi e tortuosi.

Dopo aver affrontato lo scorso settembre il tema del rapporto fra due opposti apparenti, l’economia e l’ecologia, Nextlaw (studio legale di diritto amministrativo impegnato ad accompagnare le imprese nella gestione degli affari legali e nelle relazioni istituzionali) ha promosso un confronto sulle infrastrutture e sulla loro fattibilità in tempi certi nell’incontro organizzato al teatro Margherita di Bari.

Lo ha fatto con Visibile vs invisibile, dibattito coordinato dall’avvocato Luca Clarizio di Nextlax Avvocati e aperto dall’atteso intervento dell’architetto Stefano Boeri, professore ordinario di Progettazione urbanistica presso il Politecnico di Milano e autore del Bosco verticale, il grattacielo realizzato a Milano, Migliore architettura del mondo nel 2015 secondo l’Illinois Institute of Technology di Chicago.

Hanno fornito il loro contributo sul tema Pino Bruno, giornalista e direttore di Tom’s Hardware Italia, popolare e influente testata di tecnologia online al mondo, Stefano da Empoli, presidente dell’Istituto per la Competitività e professore di Economia Politica all’Università di Roma Tre e Alessandro Zerboni, project manager di Futur-E di Enel, che ha presentato il progetto di recupero in Italia di 23 centrali termoelettriche dismesse (una anche a Bari) per riusi culturali e museali.

“Bari sta finalmente discutendo di grandi opere come il waterfront” ha spiegato Luca Clarizio “e sta assistendo alla realizzazione di infrastrutture importanti come il ponte sull’asse Nord Sud: si tratta di interventi che segnano in maniera incisiva la città e che potranno aumentarne la qualità urbana. Per questo oggi, con Visibile vs Invisibile è necessario alimentare il dibattito pubblico e noi cerchiamo di dare spazio sia agli aspetti legali, sia alle visioni grandiose di persone che realizzano progetti importanti nel nostro Paese e nel resto del mondo”.

“La smart city non è solo il luogo delle informazioni e delle tecnologie digitali” ha detto Stefano Boeri che durante la serata ha anche presentato il suo libro Un bosco verticale. Libretto di istruzioni per il prototipo di una città foresta, ma è una città che permette a chi la abita di partecipare alle scelte, superando il mero assenso/dissenso al quale è stata chiamata fino a ora. Grazie alle tecnologie di cui disponiamo è possibile costruire una nuova democrazia urbana, la democrazia deliberativa, che permette di unire le intelligenze dei gruppi sociali e quelle a capo delle amministrazioni, non solo di razionalizzare infrastrutture e servizi. Così nascono opere importanti che possono caratterizzare una città ed essere prese a esempio da altre comunità. È declinabile, per esempio, il Bosco verticale, che può essere replicato con diversi arbusti a seconda delle condizioni climatiche della città e della zona geografica nella quale si trova”.

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