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Organizzazioni resilienti? Solo un top manager su tre dice sì

città: Milano - pubblicato il:
organizzazioni resilienti

organizzazioni resilientiEsistono organizzazioni resilienti? Per resilienza si intende la capacità di un sistema o di un’organizzazione di adattarsi al cambiamento; quindi per un’organizzazione questa capacità dovrebbe essere un punto fondamentale, un obiettivo assolutamente da raggiungere.

Uno studio internazionale dell’Economist Intelligence Unit commissionato da BSI rileva però che l’88% delle organizzazioni considera la resilienza un investimento prioritario per il proprio successo.

Il report commissionato da BSI recentemente rilasciato dall’EIU (Economist Intelligence Unit) rivela che solo un terzo degli intervistati (29%) è certo che la propria organizzazione abbia pratiche di resilienza completamente integrate nel proprio business e meno di metà (44%) prevede di metterle in atto nell’arco di tre anni. Questi sono i numeri, nonostante l’88% dei manager intervistati veda la capacità di resilienza come una priorità per la propria organizzazione e la ritenga indispensabile per una crescita nel lungo periodo (80%).

Organizzazioni resilienti: cosa serve per diventarlo

Lo studio Organizational resilience: Building an enduring enterprise evidenzia come le maggiori difficoltà nel raggiungere un’adeguata capacità di resilienza siano legate alla mancanza di consapevolezza e di conoscenza, allo scarso coinvolgimento della leadership e alla tendenza delle aziende a considerare gli eventi solo nel breve periodo.

Resistenza culturale e visione a silos sono altri due fattori che creano punti di debolezza e colli di bottiglia all’interno dell’organizzazione. Il 39% dei dirigenti d’azienda sostiene di fare il possibile per assicurare le misure essenziali di resilienza: sicurezza delle informazioni, efficienza della supply chain e corporate governance.

Solo un’organizzazione europea su cinque (19%) è riuscita a integrare pienamente processi di resilienza, mentre in Nord America la percentuale è del 37% e nella regione Asia Pacific del 34%. A livello mondiale un terzo (33%) delle organizzazioni ha processi di resilienza integrati nelle attività di business, di cui un quarto (26%) con ricavi inferiori a 500 milioni di dollari.

Sono infatti le aziende più piccole quelle che fanno più fatica a implementare processi di resilienza, a causa della mancanza di tale cultura, mentre le aziende di vaste dimensioni denunciano problemi di ordine economico e difficoltà a investire in attività di disaster recovering. Significativo è il fatto che organizzazioni storiche, sul mercato da diverse decine di anni, vedono una stretta connessione tra resilienza e crescita a lungo termine.

Il report definisce la resilienza come il motore del successo aziendale, perché evitare guasti operativi rappresenta un importante fattore strategico. Il 61% degli intervistati ritiene che la capacità di resilienza sia un vantaggio competitivo e vede un legame molto forte tra gli investimenti in questo campo e le performance finanziarie a lungo termine.

Le imprese intervistate, tra cui Fiskars, la storica società (366 anni) di beni di consumo finlandese, ha spiegato che il raggiungimento di resilienza organizzativa è di vitale importanza per il successo finanziario a lungo termine. La vera resilienza viene dalla capacità di adattamento della strategia aziendale in tutti gli aspetti del business.

Howard Kerr, Chief Executive di BSI commenta: “Trovarsi oggi in un mondo in continua evoluzione e in rapido movimento richiede alle aziende di essere agili, robuste e adattabili per superare la prova del tempo. Il fatto che due intervistati su tre ritengano che le proprie organizzazioni possano fallire questa prova, dimostra quanto queste strutture aziendali siano fragili e vulnerabili. Ciò è ulteriormente rafforzato da esempi di alto profilo che appaiono regolarmente in tutto il mondo”.

Il report identifica sei caratteristiche chiave delle organizzazioni resilienti:

  • approccio proattivo, adattarsi prima di essere costretti a farlo
  • leadership, il supporto di tutta l’organizzazione, a partire dal CEO nell’implementazione dei processi di resilienza
  • risposta ai cambiamenti, capacità di interpretare le richieste del mercato
  • forte cultura aziendale, inclusività e riconoscimento delle responsabilità e del contributo di ognuno al business
  • focus, una visione chiara di obiettivi e identità
  • visione a lungo termine, non limitarsi a soddisfare soltanto obiettivi finanziari di breve periodo

Victoria Tuomisto, autrice del report dell’EIU conclude: “L’apparente divario tra l’intenzione e l’azione di approccio delle aziende verso la resilienza suggerisce che le imprese si trovano ad affrontare una serie di sfide nell’integrazione di tali processi in un mercato mutevole e vario. Ma le organizzazioni resilienti per definizione sono quelle sempre in movimento e che si adattano: non c’è mai un traguardo quando si tratta di attuare una politica di resilienza”.

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