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Prestiti per l’efficienza energetica: ecco la situazione

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
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prestiti efficienza energeticaIl Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica esiste, ma ancora risulta essere bloccato, impedendo di accedere ai prestiti efficienza energetica: quali sono le ragioni?

Per le aziende e per i privati l’efficienza energetica è un obiettivo perseguibile, ma poter adeguare le proprie strutture alle attuali norme di efficienza ha dei costi molto spesso proibitivi senza l’ausilio dei prestiti efficienza energetica.

Esistono molte forme di finanziamento che garantiscono finalizzazioni di questo genere, e, anche sui comparatori online del mercato italiano si possono trovare finanziamenti online immediati destinati all’efficienza energetica degli edifici.

Anche il Governo fa la sua parte in questo gioco con il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica, lo strumento finanziario volto a favorire gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici della PA e per la riduzione dei consumi di energia nei settori dell’industria e dei servizi.

Nota dolente: questo Fondo è fermo da due anni a causa di incomprensibili ritardi nell’individuazione del soggetto gestore, e le imprese chiedono a gran voce al Governo di sbloccare i 210 milioni di euro, che potrebbero incentivare investimenti fino a 2 miliardi.

Prestiti efficienza energetica: il Fondo al centro del CESEF

Recentemente di CESEF, Centro studi sull’Economia e il Management dell’Efficienza Energetica, ha riportato all’attenzione di tutti questa tematica: perché il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica è ancora bloccato?

Le risposte che sono emerse prendono in considerazione il sistema bancario, il MiSE e tutti i soggetti che dovrebbero gestire il Fondo, come Cassa Depositi e Prestiti, GSE e Cassa per i servizi energetici e ambientali.

Il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese del MiSE sta dando i risultati sperati per quanto riguarda l’efficienza energetica: questo deve fare da modello per la gestione del Fondo Nazionale, che deve essere preso in carico da soggetti con competenze adeguate, specialmente perché il sistema bancario ha molte difficoltà a finanziare i progetti di efficienza energetica, e quindi il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica è l’unica possibilità per dare alle aziende l’accesso a questi investimenti, dal momento che ha una dotazione di 70 milioni di euro l’anno fino al 2020.

I problemi di gestione del fondo sono connessi con i soggetti che dovrebbero averlo in carico, ovvero, tra i possibili, Cassa Depositi e Prestiti, GSE e Cassa per i servizi energetici e ambientali. La Cassa Depositi e Prestiti dedica attenzione all’efficienza energetica, promuovendo fondi di garanzia che sostengono i finanziamenti bancari, lo stresso fanno anche GSE e la Cassa per i servizi energetici e ambientali; quello che manca per quanto riguarda il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica sembrerebbero essere coordinazione e responsabilità da parte di chi dovrebbe gestire i fondi a causa di burocratizzazione e politica.

Quando verrà sbloccato il Fondo?

Il motivo per cui i prestiti efficienza energetica del Fondo siano bloccati non è chiaro; quello che è chiaro è che l’efficienza energetica è fondamentale per lo sviluppo dell’economia del paese e per garantire un adeguamento degli standard alle aziende globali leader sui differenti mercati.

Sbloccare i finanziamenti potrebbe essere un buon inizio per garantire un’accelerata allo sviluppo dell’economia italiana, non solo in campo monetario, ma anche energetico, l’unica cosa da fare è aspettare che le parti in causa si coordino per far sì che le aziende accedano liberamente a questi preziosi finanziamenti.

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