Home Certificazione Certificazioni ambientali, come sfruttarle al meglio

Certificazioni ambientali, come sfruttarle al meglio

pubblicato il: - ultima modifica: 13 Ottobre 2021
certificazioni ambientali accredia rossi

certificazioni ambientali accredia rossiDistricarsi tra le varie certificazioni ambientali non è semplice. Sia per le aziende, sia per gli utenti finali che però mostrano attenzione. O almeno così pare.

Da una recente indagine in tema condotta da Ipsos e commissionata da Fondazione Symbola e Cloros è emerso che gli italiani non hanno proprio le idee chiare sulle certificazioni ambientali, ma che comunque il 78% le conosce, o meglio ne ha sentito parlare.

Da qui si deduce che gli addetti ai lavori hanno ancora tanto da lavorare in tema. Lo sviluppo della conoscenza in questo territorio può solo fare bene al Sistema Italia. Direttamente collegate all’ecologia dell’ambiente, ma anche al mondo del lavoro e allo sviluppo interno ed esterno delle imprese italiane, le certificazioni ambientali portano con loro un giro d’affari interessante.

“Il totale del fatturato generato dagli organismi che rilasciano certificazioni accreditate” entra nel dettaglio Giuseppe Rossi, presidente di Accredia riferendosi all’andamento del 2015 “è di circa 363 milioni di euro. Di questi la parte ricavata dal rilascio di certificati ambientali vede al primo posto le certificazioni di sistema di gestione ambientale a norma ISO 14001 che cubano circa 19 milioni di euro, seguite dalle registrazioni EMAS con 1 milione di euro, quelle di sistema di gestione dell’energia secondo la norma ISO 50001, oltre 600mila euro e le dichiarazioni ambientali di prodotto, circa 50mila euro”.

Come funzionano le certificazioni ambientali

Ma come è strutturata la catena del valore delle certificazioni ambientali? In questa intervista il presidente di Accredia mette in evidenza perché e come conviene strutturarsi per percorrere la strada del bollino a cominciare dal fatto che le aziende che scelgono le certificazioni ambientali possono beneficiare di un percorso semplificato per far fronte agli oneri amministrativi di loro competenza, in virtù di un valore che gli è stato riconosciuto dal Legislatore, anche nell’ultimo provvedimento sulla green economy.

Queste aziende sono potenzialmente meno esposte a sanzioni, perché controllano con regolarità il rispetto delle prescrizioni ambientali. Inoltre, l’efficienza delle aziende certificate si traduce anche in minor oneri economici, tradotto minori costi, in virtù di una miglior gestione delle risorse da quelle idriche, a quelle energetiche, alle materie prime in generale.

È possibile avere lo spaccato in percentuale di quelle più diffuse in Italia?

Secondo la nostra Banca Dati presente sul sito di Accredia, che raccoglie le informazioni fornite dagli organismi di certificazione, le certificazioni più diffuse sono quelle relative ai sistemi di gestione ambientale, con circa 20mila imprese certificate, e quelle nel settore dell’installazione, manutenzione e riparazione dei frigoriferi e dei freezer, dei condizionatori d’aria e delle pompe di calore, dove operano più di 20mila imprese specializzate e oltre 50mila tecnici.

Inoltre, con il recepimento della Direttiva sull’efficienza energetica, si stanno affermando varie tipologie di certificazione, tra cui quella dei sistemi di gestione dell’energia, già adottati da oltre 500 aziende pubbliche e private. Segnalo anche i nuovi sistemi di gestione per la sostenibilità degli eventi secondo la norma ISO 20121 che riguardano 7 organizzazioni.

Quali sono le potenzialità inespresse di questo mercato?

C’è già una grande attenzione da parte dell’opinione pubblica nei confronti dell’ambiente. Questo, negli anni, ha senza dubbio favorito lo sviluppo dello strumento delle certificazioni ambientali alle quali si sono ora affiancate quelle per migliorare l’efficienza energetica degli edifici attraverso nuove certificazioni come quelle dei sistemi di gestione dell’energia, dell’auditor energetico, delle Esco (Energy Service Company) e degli esperti in gestione dell’energia che hanno preso il via con il decreto legislativo n. 102 del 2014.

A chi/cosa si deve la fortuna di una certificazione piuttosto che un’altra?

Sicuramente è molto importante la richiesta del requisito di una determinata certificazione, piuttosto che un’altra, per la partecipazione delle imprese ai bandi di gara pubblici. L’altro aspetto fondamentale per la diffusione delle specifiche certificazioni è rappresentato dall’attività dell’azienda e dai suoi obiettivi di mercato.

Così come è sempre determinante la preferenza del consumatore, che sempre di più orienta le sue scelte verso prodotti e servizi con determinate attestazioni, come, di recente, l’impronta climatica di prodotto o carbon footprint che quantifica tutte le emissioni di gas a effetto serra lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.

Proviamo a tracciare l’identikit del certificatore ambientale: che specializzazione dovrebbe avere? A che livello?

Il valutatore di sistemi di gestione ambientale (auditor SGA, figura certificata sotto accreditamento) deve soddisfare determinati requisiti in termini di istruzione e di esperienza lavorativa, nonché di caratteristiche personali, appositamente definiti a livello di standard internazionale Iso.

In particolare, deve avere un numero determinato di anni di esperienza lavorativa di cui almeno 2 nel campo della gestione ambientale e 40 ore di formazione specifica, per la quale ci sono appositi corsi. Sono poi importanti le caratteristiche personali, dalla diplomazia al comportamento etico, dallo spirito di osservazione all’apertura mentale.

A livello di formazione cosa si può consigliare?

Sicuramente un corso di laurea in ingegneria ambientale e gestionale costituisce un iter accademico che dà una buona base per poter entrare a fare un’esperienza diretta in azienda o in enti di regolazione/sorveglianza del mercato. Solo dopo è possibile optare per una collaborazione con società di consulenza e organismi di certificazione.

Esiste un albo dei certificatori?

Sì, in Italia esistono le certificazioni degli auditor di sistemi di gestione ambientale ISO 14001 e degli esperti in gestione dell’energia ISO 50001. A breve poi ci saranno quelli per gli auditor energetici.

Consigli per l’ottimizzazione di questo comparto?

Un buon incentivo potrebbe essere, nell’ambito degli appalti pubblici, quello di sensibilizzare le stazioni appaltanti sul significato e sul valore delle singole certificazioni; così come la diffusione, presso scuole e università, della cultura delle certificazioni accreditate e dei benefici del sistema di accreditamento. Importante infine sarebbe fare chiarezza tra i vari marchi e loghi, oggi presenti in abbondanza sul mercato, che spesso sono poco chiari, di parte, o a scarso valore aggiunto.

Condividi: