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Home Serve: fa domotica con interventi smart

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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home serve tado domoticaAl 31 dicembre 2016 i Condomini che non saranno in regola con l’installazione dei ripartitori di calore arriveranno multe salate.

Il decreto legislativo 102/2014 ha fissato da tempo questa data che prevede l’obbligo di installare su ogni singolo calorifero il sistema di ripartizione/calcolatore a quegli appartamenti serviti da un’unica caldaia. Gli addetti ai lavori prevedono calendari intasati da aprile a ottobre, ovvero i mesi papabili per intervenire sugli impianti.

Una mano nel risolvere il problema lo potrebbero dare quelli di Home Serve, azienda che offre servizi di assistenza domestica attraverso una sorta di polizza che assicura interventi veloci di tecnici per riparare i guasti.

Nel caso della scadenza imminente sui Condomini Home Serve come sta operando?

“Stiamo pianificando interventi sui Comuni” spiega Stefano Fumi, partnership director “collaborando a stretto contatto con l’amministrazione pubblica per informare il più possibile i cittadini e segnalare le best practices”.

Quelli di Home Serve sono dei veri e propri psicologi della caldaia, ma anche dell’impianto elettrico e delle tubature in genere. Perché a monte quello che fa un’azienda come questa è creare cultura tra i propri clienti.

“Più sanno gestire al meglio gli impianti” lo dice chiaramente Lionello Guelfi, Ceo della filiale italiana “meno noi dobbiamo intervenire sul campo”.

Ed è in quest’ottica che l’azienda promuove la vendita di un paio di prodotti brevettati internamente o attraverso delle partecipate.

Uno di questi è un vero e proprio sistema di gestione domotica per la caldaia. Il suo nome è Tado e permette di regolare la funzione del termostato da remoto. Un sistema di efficienza energetica perché – come dicono in Home Serve – è possibile risparmiare fino al 31% sui costi di riscaldamento. Come funziona? Tado regola in automatico il riscaldamento in base alla posizione di chi abita la casa: abbassa la temperatura quando si esce e la rialza prevedendo il rientro calcolando anche gli andamenti delle previsioni meteo. Tutto via App.

L’altro kit se lo agganci a un tubo dell’acqua (da contatore in poi) ti allerta nel caso ci sia una perdita nei condotti. Ma i dettagli di quest’ultimo sono ancora top secret. Anche se prevediamo che possa essere una bella soluzione ai disastri causati dalle perdite di acqua negli appartamenti.

Diciamo che questi psicologi hanno le medicine giuste per non arrivare al pronto soccorso. Anche il servizio di call center – interno all’azienda – fa il suo bel lavoro di problem solving. Poi però non si tirano indietro se il guasto c’è e va accertato e aggiustato.

A intervenire così è la rete di Home Serve: più di un migliaio di tecnici che intervengono a ridosso della chiamata. Le statistiche fornite dall’azienda parlano di qualche migliaio al mese di interventi. Su 350mila clienti, che in un paio di anni – sono gli obiettivi dell’azienda in suolo italico – potrebbero superare il milione. Lavorando a stretto contatto con le Utility in quell’ottica che si chiama affinity marketing viene facile pensare che il traguardo sia semplice.

Anche perché, lo spiega bene il Ceo Guelfi: “sappiamo che l’italiano non ha simpatia con le assicurazioni per cui dai contratti abbiamo tolto tutti i balzelli tipici delle assicurazioni”.

Così la filiale italiana cresce: in poco meno di quattro anni ha una settantina di dipendenti e una ventina di posizioni sono ancora aperte (figure che sappiano coniugare il marketing e il digitale). Nei piani di Guelfi anche l’internalizzazione della rete dei tecnici.

“Comunque a oggi questi dipendono dai noi al 100% e noi siamo responsabili di loro al 100%” conclude Guelfi.

Un bel win win anche per il cliente.

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