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Referendum trivelle: le ragioni del No e del Sì a confronto

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
referendum trivelle

Il 17 aprile si svolgeranno le votazioni del Referendum Trivelle che permetterà ai cittadini di esprimersi a riguardo di un tema delicato e complesso come quello dell’estrazione del petrolio, con i benefici e i problemi collegati a questa attività.

Edizioni Green Planner, nella scelta tra lavoro e ambiente sceglie ovviamente la posizione dell’ambiente guardando in avanti invece che indietro, sperando che si dia impulso e si sviluppino i settori di produzione delle energie da fonti rinnovabili che fanno meno male all’ambiente, producono posti di lavoro tanto quanto le fonti fossili – se non in misura maggiore – e tutelano la salute dei cittadini.

Sul Referendum Trivelle però c’è tanta confusione e per questo motivo prendiamo spunto dai principali temi che appassionano il dibattito Sì/No per vedere i punti di vista contrapposti. Il tutto illustrato e addolcito dalla vignetta di Vauro – la cui posizione è però di parte Sì.

L’importante per noi è che domenica 17 aprile si vada a votare Sì per cancellare la norma che consente di continuare a estrarre gas e petrolio in mare entro la fascia offlimit delle 12 miglia senza alcun limite di tempo.

Il miracolo dell’acqua trasformata in vino ma inquinata dal petrolio: a pensarci bene non è poi così paradossale la scelta fatta da Vauro nelle vignetta umoristica disegnata per il WWF per l’Operazione Trivelle? Non fateci ridere e lanciata sul profilo Twitter dell’Associazione e sulla rete.

Il Wwf ricorda come ogni anno vengano sversate tra le 100 e le 150mila tonnellate di idrocarburi per operazioni di routine nei nostri mari. In soli 22 anni, a causa di 27 gravi incidenti navali, sono finite nel nostro mare 270mila tonnellate di idrocarburi.

referendum trivelle
immagine fornita dal Wwf

La Campagna a favore del Sì nel Referendum Trivelle del WWF sta proponendo in questi giorni su Social e rete 7 vignette umoristiche prodotte da diversi cartoonist, tra cui Staino, Pietro Vanessi che hanno prestato la loro creatività per sostenere le ragioni del SI promosse dal Wwf per il referendum sulle trivelle del 17 aprile.

Referendum trivelle: le ragioni del Sì e del No

No: la norma che si vuole abrogare consente solo ai giacimenti già esistenti entro le 12 miglia di continuare l’attività produttiva sino all’esaurimento dei giacimenti.

: la fascia offlimits delle 12 miglia è stata creata per difendere i nostri mari e le nostre coste e quindi è giusto che l’attività estrattiva termini quando finisce la concessione, come vuole l’Europa.

No: i nostri impianti industriali, progettati e realizzati dalla tecnologia italiana, sono tra i più sicuri al mondo.

: il disastro del 2010 alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon ha provocato il più grave inquinamento marino mai registrato nei mari USA. Gli Stati Uniti sono notoriamente la prima potenza tecnologica su scala globale.

No: se vince il Sì si dovrebbe interrompere l’attività estrattiva alla scadenza prevista dalla concessione, lasciando nel sottosuolo gli idrocarburi non ancora estratti.

: prolungare le concessioni oltre il termine dei 30 anni viola, semplicemente, le norme comunitarie ed è una bomba a orologeria per l’ambiente.

No: attorno alle piattaforme c’è stato un ripopolamento della fauna marina e di alcune specie in estinzione.

: l’onda nera del petrolio uccide pesci e cetacei e spezza il volo degli uccelli marini e soffoca di catrame i fondali e le coste, producendo per decine di anni effetti cancerogeni e mutageni. Anche durante l’attività di routine delle perforazioni petrolifere e a gas alto è l’inquinamento di sostanze chimiche dannose per tutti gli organismi viventi. Più che salvare le specie in estinzione, estinguono le specie.

No: è grave che a promuovere il referendum trivelle non siano stati i movimenti ambientalisti ma le Regioni che, come istituzioni, dovrebbero garantire lo sviluppo e l’occupazione.

: le Regioni hanno proposto i quesiti perché il Governo ha tentato in ogni modo di eludere le competenze concorrenti in materia energetica che sono riconosciute loro dalla Costituzione. Ed è la Corte Costituzionale che ha riconosciuto le loro ragioni. Sviluppo è anche la in difesa delle 60mila persone che lavorano nel settore della pesca e dei 47mila esercizi del turismo costiero.

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