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Vinitaly, crescono export e lotta ai falsi

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
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vinitaly vini truffaA Vinitaly, l’evento che raccoglie i produttori e gli operatori del mercato enologico, italiano e mondiale, c’è aria di tempesta, per vari temi che riguardano l’export e la lotta alla contraffazione.

Infatti, mentre in Italia si punta alla semplificazione con il varo del testo unico sul vino, a Bruxelles si lavora a nuovi oneri burocratici per fermare le esportazioni dei piccoli produttori di vino che in Italia rappresentano lo zoccolo duro del settore.

E proprio al Vinitaly di Verona viene lanciato l’allarme da parte di Coldiretti che nel proprio stand, nel Centro Servizi Arena (corridoio tra i padiglioni 6 e 7), ha aperto la prima cantina dell’orrore per denunciare nuovi e incredibili casi di contraffazioni ed imitazioni dei nostri vini più prestigiosi.

L’Unione Europea sta lavorando a una nuova definizione di piccolo produttore di vino escludendo quanti esportano che perderebbero cosi tutti i benefici di semplificazione con obbligo anche all’utilizzo del documento doganale informatizzato.

Un danno che colpisce gran parte del sistema vitivinicolo nazionale che dovrebbe affrontare i ritardi provocati dal nuovi carichi burocratici con pesanti costi aggiuntivi per le tantissime imprese di dimensioni ridotte che hanno puntato sull’export. A oggi su un totale di 48mila produttori di vino solo 2.500 superano i 1.000 ettolitri di produzione che li obbliga a questi adempimenti mentre al contrario sono ben 45.500 quelli che ne sarebbero colpiti.

A Vinitaly si parla anche di lotta ai falsi

Con le vendite del vino online che crescono del 30% all’anno la lotta ai falsi è un segnale di svolta nella lotta alla contraffazione che trova terreno particolarmente fertile su web. Lo afferma la Coldiretti in occasione dell’incontro tra il premier Matteo Renzi e il fondatore di Alibaba, Jack Ma al Vinitaly dove è stata esposta la Cantina degli Orrori con i casi più eclatanti di vinopirateria acquistabili soprattutto su internet.

Accanto a esperienze positive di successo la Rete viene usata spesso come porto franco e diviene uno dei canali ideali per la diffusione dell’Italian sounding, dalla vendita del Kressecco tedesco al Chianti californiano. Ma in vendita su Internet anche il kit per il vino liofilizzato Fai da te con false etichette dei migliori vini Made in Italy che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano.

Il vino in polvere, precisa la Coldiretti, non è diffuso solo in Paesi extracomunitari ma può essere facilmente acquistato anche direttamente nei negozi di alcuni Paesi dell’Unione Europea, dalla Gran Bretagna alla Svezia. La pirateria alimentare sul web non riguarda soli il vino ma anche salumi, formaggi, conserve e altri prodotti pregiati del Made in Italy.

La contraffazione, la falsificazione e l’imitazione del Made in Italy alimentare nel mondo – il cosiddetto italian sounding – secondo una analisi della Coldiretti, supera per fatturato i 60 miliardi di euro, con quasi due prodotti apparentemente italiani su tre in vendita sul mercato internazionale.

La top ten dei vini italiani in mostra a Vinitaly

La prima mostra dei vini che hanno avuto in maggior incremento delle vendite in Italia nel 2015, che segna una spartiacque negli acquisti nei supermercati, sarà presentata domani martedì 12 aprile alle ore 9:30 al Vinitaly nello stand della Coldiretti.

La speciale classifica top ten evidenzia risultati sorprendenti con un profondo cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani come dimostra l’analisi della Coldiretti che sarà divulgata nell’occasione alla presenza del presidente nazionale Roberto Moncalvo.

Nel cinquantesimo anniversario del Vinitaly si tratta di una iniziativa che guarda al futuro con una approfondita analisi sulle tendenze emergenti nel mondo del vino.

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