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Comfort abitativo, la chiave è una temperatura omogenea

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
comfort abitativo

comfort abitativoUno studio sul comfort abitativo promosso dal Consorzio Q-RAD e condotto dall’Università degli Studi di Padova rivela come in casa il benessere equivalga a una temperatura omogenea tra le superfici dell’abitazione e quella dell’aria interna all’edificio.

Un parametro che si traduce in un minor stress del corpo umano. La ricerca, dal titolo Analisi di comfort per sistemi radianti e sistemi convettivi negli edifici residenziali, ha confrontato due ambienti riscaldati con tecnologie diverse e analizzato i risultati in termini di benessere termico.

Il Consorzio Q-RAD, che riunisce le principali aziende italiane del settore del riscaldamento e raffrescamento radiante ha promosso la ricerca per orientare il mondo di imprese, progettisti e installatori sulle principali problematiche associate al comfort abitativo.

Cos’è il comfort abitativo?

Il corpo umano deve mantenere la propria temperatura corporea interna a circa 37 gradi, spiega Michele De Carli, docente del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università degli Studi di Padova e coordinatore della ricerca. Questo valore dipende da quanto sono rilevanti gli scambi di calore del corpo umano con l’ambiente che lo circonda e rappresenta sia la temperatura percepita dalle persone che il parametro di progetto.

I sistemi di climatizzazione installati negli edifici hanno lo scopo di mantenere condizioni prefissate dei parametri ambientali interni, al fine di mantenere le persone a una temperatura interna costante.

La ricerca realizzata dal Consorzio Q-RAD ha confrontato due ambienti con la stessa temperatura ma riscaldati con sistemi diversi, convettivo e radiante, documentando come nel caso di radiatori e fan coil, all’interno dell’ambiente ci sia una differenza di 6 gradi tra la temperatura dell’aria interna e quella delle superfici dell’ambiente.

Con un sistema radiante, al contrario, questo divario si riduce a 0,5 gradi assicurando una temperatura più omogenea. Tali aspetti hanno inoltre una ricaduta sui consumi, che risultano maggiori nel caso dei sistemi convettivi.

“La differenza è nella tecnologia: un impianto di riscaldamento convettivo trasferisce calore all’aria la quale cede successivamente calore alle altre superfici” spiega De Carli “nel caso di riscaldamento radiante la superficie attiva cede calore sia alle altre superfici che all’aria dell’ambiente. I sistemi radianti, riscaldano e raffrescano tutte le superfici vicine per irraggiamento aumentando la temperatura media radiante e creando un ambiente con temperature omogenee. Una temperatura omogenea, come quella offerta dai sistemi radianti, corrisponde a un maggiore comfort. La combinazione ottimale di temperatura dell’aria in ambiente e temperatura media delle superfici, la cosiddetta temperatura media radiante, si traduce in minor consumo di energia da parte del corpo umano”.

In un ambiente con un temperatura omogenea, in altre parole, siamo meno sottoposti a stress termico. Ma quando la temperatura è omogenea, non è solo il nostro organismo a trarne beneficio. Anche in termini economici e di risparmio energetico, la gestione dell’immobile apparirà più leggera: abbinando un sistema radiante a un impianto di generazione efficiente si può ridurre in media di oltre 400 euro la spesa annuale di riscaldamento per un appartamento di 80 metri quadrati.

La ricerca sul comfort abitativo promossa da Q-RAD conferma la mission del Consorzio per orientare il mondo normativo che riguarda i sistemi radianti e promuovere le tecnologie più efficienti e di qualità.

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