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Decreto rinnovabili, nuove opportunità per il biogas

città: Milano - pubblicato il:
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decreto rinnovabili biogasLa firma del nuovo decreto rinnovabili non fotovoltaiche da parte del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, sblocca una situazione di stallo normativo che ha impedito a tante iniziative imprenditoriali pianificate nel corso del 2015 di entrare in esercizio nel 2016.

La dichiarazione molto soddisfatta è di Piero Gattoni, presidente del CIB, Consorzio Italiano Biogas, che si dice contento per l’operato del nuovo ministro della Sviluppo Economico, Carlo Calenda che dopo una fase di attenta analisi del testo ha sbloccato il decreto, come promesso.

La positiva interazione tra Ministero dello Sviluppo economico e Ministero delle politiche agricole, da sempre attento della sostenibilità ambientale e della lotta al cambiamento climatico in agricoltura, anche grazie al settore delle agro-energie, ha poi confermato la volontà di dare continuità alla promozione di impianti che permettano di rafforzare la competitività del sistema agroindustriale, con effetti positivi sull’ambiente e la creazione del nuovi posti di lavoro stabili in Italia.

“Il decreto rinnovabili” spiega Gattoni “conferma l’importanza della filiera italiana della digestione anaerobica a cui viene riconosciuto, insieme al resto del settore energetico da biomasse, per il 2016, un obiettivo di crescita di 90 MW di potenza nominale installata. Questo provvedimento tanto atteso, in particolar modo dal settore zootecnico, può favorire nuovi investimenti nelle stalle e contribuire a rendere gli allevamenti italiani più efficienti e sostenibili, permettendo agli agricoltori di continuare a produrre i prodotti alimentari di qualità per cui l’Italia è famosa in tutto il mondo”.

L’auspicio del CIB è che il ministro Calenda prosegua con questa determinazione nella definizione dello scenario post 2016, tenendo conto degli obiettivi di medio-lungo periodo con una pianificazione chiara e stabile, al fine di consentire al settore industriale di programmare la crescita e lo sviluppo sia delle tecnologie che della ricerca.

Il CIB sarà anche in questa fase propositivo con il Governo per indicare un percorso che massimizzi l’efficacia delle risorse destinate a consolidare un settore in grado di contribuire alla decarbonizzazione del nostro sistema energetico, con una significativa ricaduta nella crescita dei green job in Italia, con 12.000 posti di lavoro stabili già creati negli ultimi 5 anni e grandi potenzialità di sviluppo nel Meridione.

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