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Sacralità: uno studio esplora la percezione del sacro

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
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sacralitàUno studio del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna esplora per la prima volta gli aspetti geometrici e ambientali legati alla percezione della sacralità.

Che forma ha il sacro? E qual è la sua posizione ideale in un oggetto, in un edificio, in un paesaggio? Sono alcune delle domande da cui prende le mosse un nuovo studio realizzato da Marco Costa e Leonardo Bonetti del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, che per la prima volta indaga gli aspetti geometrici e ambientali legati alla percezione della sacralità.

Da poco pubblicato sulla rivista Perception, lo studio (Geometrical factors in the perception of sacredness) mostra i risultati di alcuni esperimenti realizzati per capire in quali forme e in quali geometrie ambientali le persone tendono a individuare l’idea di sacro.

Il lavoro dei due ricercatori Unibo rivela, per esempio, che in figure convesse come la sfera e il cilindro è molto più facile percepire il sacro rispetto a solidi con angoli e spigoli come il cubo o il parallelepipedo. Inoltre, figure che si sviluppano verticalmente evocano molto di più il senso del sacro che figure geometriche disposte orizzontalmente.

E ancora, vengono percepite più sacre le figure simmetriche rispetto a quelle non simmetriche, mentre tanto nelle figure piane e che nei solidi tridimensionali il vertice e il centro sono le aree dove più è racchiuso un senso di sacralità.

Oltre alle forme geometriche, poi, lo studio ha esplorato il posizionamento del sacro all’interno di diverse tipologie di paesaggi, dove allo stesso modo emerge che i vertici delle montagne e le parti poste più in alto sono quelle percepite più sacre rispetto alle regioni a valle.

Infine, ai soggetti coinvolti è stata mostrata una stanza virtuale separata da un divisorio trasversale che delimitava una zona inaccessibile da una accessibile. In questo caso, la zona vietata veniva valutata come più sacra rispetto a quella dove era permesso entrare, dimostrando che uno spazio che viene delimitato, separato e reso non raggiungibile tende a essere investito anche di sacralità.

Tutti risultati, questi, che spiegano e confermano le strategie utilizzate nel corso dei secoli per convogliare un maggiore senso del sacro in architettura, dalla spinta in elevazione verticale delle chiese alla disposizione degli edifici religiosi nelle zone più alte delle città, senza dimenticare il concetto di montagna sacra, presente trasversalmente in moltissime confessioni religiose.

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