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Share Economy: in Europa si condividono auto, casa, telefono

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
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share economyUna ricerca sulla Share Economy evidenzia che la maggior parte dei cittadini europei parteciperebbe a programmi di condivisione della propria auto e che una quota significativa del campione condividerebbe la propria abitazione, nonché il telefono e perfino gli animali domestici.

Un tempo lasciare a qualcuno le chiavi della propria auto era ritenuto un gesto di estrema fiducia. Oggi, per molti, lasciare che uno sconosciuto occupi il sedile di guida su cui ci si siede anche quotidianamente è considerato un aspetto accettabile nell’ambito di molte formule di car-sharing.

Questa considerazione è una di quelle evidenziate da una ricerca condotta da Ford Motor Company sulla predisposizione dei cittadini europei rispetto alla Share Economy e alla condivisione di auto e altri beni e servizi attraverso forme e piattaforme innovative.

I risultati dello studio sono stati presentati da Will Farrelly, responsabile User Experience Innovation del programma Ford Smart Mobility alla OuiShare Fest di Parigi, il più grande evento mondiale sulla Share Economy e sugli ecosistemi emergenti della mobilità.

La ricerca condotta su un campione di 10.000 cittadini europei ha svelato che il 55% degli intervistati concederebbe ad altri l’utilizzo della propria auto a fronte di una commissione, il 44% metterebbe a disposizione la propria abitazione, il 31% il telefono e il 17% perfino il cane.

Lo studio ha evidenziato, inoltre, che il 76% degli intervistati utilizzerebbe un servizio di ride-sharing, la condivisione di passaggi in auto, il 73% riterrebbe utile avvalersi di un servizio di parcheggio condiviso, mentre il 72% si rivolgerebbe a soluzioni di car-sharing a integrazione della propria mobilità personale.

“Che si tratti di auto, musica o perfino vacanze, le persone oggi sono molto più predisposte alla condivisione di beni e servizi. Grazie agli smartphone, ci si può far prestare da qualcuno ogni genere di oggetto, o addirittura si può fare una passeggiata con il cane di qualcun altro” ha spiegato Farrelly “Quando si pensa alla mobilità, la condivisione offre potenzialmente soluzioni alternative accessibili che si tratti di car-sharing, ride-sharing o anche del trasporto di merci. Oltre all’aspetto economico, gli effetti possono essere molto vantaggiosi anche sul fronte della riduzione del traffico e delle congestioni”.

I cittadini italiani, secondo la ricerca, sono secondi in Europa per disponibilità a condividere l’auto personale (58%), preceduti solo dagli spagnoli (61%). Il terzo gradino del podio è occupato dai francesi (56%), seguiti dagli inglesi (50%), mentre i meno predisposti al car-sharing sono i cittadini tedeschi (48%). Il ride-sharing si è rivelato essere particolarmente apprezzato in tutta Europa, e in particolare in Italia (86%), preceduta nella classifica solo dalla Francia (87%) e seguita da Germania (82%), Spagna (80%) e Regno Unito (58%).

I più predisposti nei confronti della Share Economy risultano essere i più giovani e di sesso maschile. Infatti, nella fascia di età 25-34 anni la percentuale di coloro che si definiscono disposti a condividere la propria auto è il 68%. In generale, il 61% degli uomini si dice pronto a offrire il proprio veicolo per i servizi di car-sharing, contro il 49% delle donne.

Il mercato globale della Share Economy vale oggi 13 miliardi di euro e si ritiene che possa esprimere una crescita che potrà portarlo alla soglia dei 300 miliardi entro il 2025. Nello stesso periodo, il solo car-sharing crescerà, secondo le stime, del 23%.

La ricerca sulla Share Economy è stata condotta nell’ambito del Ford Smart Mobility Plan, la strategia sviluppata per affiancare al ruolo di costruttore d’auto quello di provider di soluzioni di mobilità alternativa e trasformare l’esperienza di trasporto del domani grazie alle tecnologie di connettività, all’analisi dei degli scenari di mobilità e alle tecnologie big data.

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