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Certificazioni ambientali e Direttiva Barnier: gioco di squadra che farà bene alle aziende

città: Milano - pubblicato il:
direttiva barnier

direttiva barnierDicembre 2016: questa la data per cui caleranno dei veli ulteriori alla cosiddetta Direttiva Barnier (la 2014/95/UE) che impone alle aziende di grandi dimensioni di fornire una dichiarazione di carattere non finanziario contenente informazioni ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva.

“Entro il 6 dicembre 2016” precisa Riccardo Giovannini, Partner EY Sustainability Services “la Commissione Europea presenterà gli orientamenti non vincolanti sulla metodologia di comunicazione delle informazioni, e gli Stati membri dovranno recepire quanto richiesto dalla Direttiva Barnier. Quindi, le disposizioni della Direttiva saranno applicate a tutte le imprese cui essa è rivolta a decorrere dall’esercizio avente inizio il 1° gennaio 2017 o durante il 2017”.

Quali i settori direttamente coinvolti? E che certificazioni potrebbero facilitare il raggiungimento della direttiva Barnier?

La Direttiva 2014/95/EU è rivolta alle imprese di grandi dimensioni che costituiscono enti di interesse pubblico. Al momento la Direttiva non dà indicazioni specifiche relativamente a certificazioni, ma osservando il mercato si può affermare che le organizzazioni che redigono un Bilancio di Sostenibilità sottoposto a revisione esterna saranno più pronte a recepire le richieste normative rispetto a quelle organizzazioni che ancora non rendicontano le proprie performance di sostenibilità.

Allo stesso modo le organizzazioni che hanno adottato dei sistemi di gestione interni in grado di monitorare in modo puntuale le performance ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione saranno in grado di predisporre l’informativa richiesta con un minor sforzo.

Come tutto ciò può diventare un’opportunità?

L’entrata in vigore della normativa comporterà un aumento dell’attenzione nei confronti della rendicontazione di sostenibilità, questo da un lato porterà a un maggior interesse da parte degli stakeholder verso l’attendibilità delle informazioni contenute nelle informative predisposte dalle aziende (come per esempio i Bilanci di Sostenibilità) e migliorerà la qualità dei dati e delle informazioni contenuti nelle informative.

Da un’indagine effettuata da EY su un campione di 110 aziende che ricadono nel campo di applicazione della direttiva (dati 2014), sono emersi diversi livelli di preparazione da parte delle aziende e che a ciascun livello di preparazione (alto, medio, basso) corrispondono opportunità diverse relativamente alla Direttiva Barnier:

  • le aziende con un livello di preparazione ALTO potranno mantenere i processi di rendicontazione attualmente implementati con un rafforzamento di tali processi che li avvicini maggiormente a quelli che caratterizzano la rendicontazione dei dati finanziari
  • le aziende con un livello di preparazione MEDIO dovranno estendere la propria rendicontazione ai temi attualmente non coperti ed aumentare la solidità dei processi di raccolta dei dati in modo da poterli eventualmente sottoporre a verifica indipendente
  • le aziende con un livello di preparazione BASSO, dovranno definire e dare affidabilità, in un tempo limitato, ai processi di rendicontazione dell’informativa non finanziaria richiesta dalla Direttiva

Quali le figure professionali di riferimento possono essere selezionate per procedere alla rendicontazione della Direttiva Barnier?

L’entrata in vigore della normativa porterà a un aumento delle professionalità legate alla sostenibilità e alla rendicontazione delle informazioni non finanziarie, sia all’interno delle aziende che nelle società di consulenza e di revisione.

In particolare all’interno delle aziende sarà fondamentale supportare le figure che gestiscono il report economico-finanziario con delle professionalità in grado di comprendere le specificità del reporting di sostenibilità, sia in termini qualitativi che quantitativi.

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