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Giardino giapponese, una visita appaga i sensi e lo spirito

pubblicato il: - ultima modifica: 14 Ottobre 2021
giardino giapponese

giardino giapponeseEntrare in un giardino giapponese è un’esperienza che appaga i sensi e lo spirito. La natura è rigogliosa ma abilmente guidata dalla mano dell’uomo.

Ci si lascia alle spalle la frenesia per entrare in un mondo a sé, dove regnano la tranquillità e la pace. Una calma che non è però priva di suggestioni e stimoli. È un racconto che si svela davanti agli occhi e che ognuno interpreta a suo modo.

L’origine del giardino giapponese è molto antica. Furono creati per i palazzi dei nobili e degli imperatori e per i templi buddisti ed è sempre stato il fulcro dell’abitazione con il duplice scopo di assecondare il senso estetico e la contemplazione della natura per la meditazione.

In Giappone la natura è sempre stata considerata come un elemento d’armonia con il quale congiungersi in un’idea di continuità. I giapponesi amano contemplare la natura per raggiungere l’equilibrio e la pace interiore e i giardini hanno funzione decorativa e simbolica. In primavera la fioritura dei ciliegi è un evento che muove masse di persone nel Paese, una tradizione che unisce le famiglie da secoli.

Lo spazio dei giardini è progettato in continuità con gli interni degli edifici e in modo da estendere l’osservazione verso l’orizzonte che diventa parte integrante del giardino stesso. Il contesto infatti ha un ruolo importante e fa da sfondo in armonia e coerenza. Ogni elemento ha la funzione di creare equilibrio ed è posizionato secondo uno schema preciso anche se l’intervento dell’uomo si cela sotto un’apparente casualità.

L’estetica giapponese infatti non prevede la perfezione ma al contrario è proprio attraverso l’asimmetria e l’imperfezione che si svela il bello. Questo perché il bello si ispira alla natura che racchiude in sé armonia e caos, che può essere benevola ma anche crudele, basti pensare alla convivenza dei giapponesi con terribili eventi naturali come il terremoto.

Gli elementi principali del giardino giapponese sono le piante, l’acqua, le pietre e la ghiaia. Il verde deve essere equilibrato e mai eccessivo. Le piante devono dare colore: si utilizzano azalee, rododendri, iris, camelie, aceri, bambù, muschio, felci. L’acqua è il simbolo della vita che scorre, spesso i corsi d’acqua sono abitati da coloratissime carpe mentre le rocce immobili e materiche danno un senso di ineluttabilità, pace e serenità.

giardino giapponeseNel famoso giardino zen Ryoan-ji di Kyoto le rocce diventano una metafora della vita. Infatti si trovano posizionate in modo tale da non riuscire a vederle tutte in un colpo d’occhio: è necessario spostarsi per contarle, così come nella vita bisogna cambiare il punto di vista per osservare la verità attraverso diverse prospettive. L’uomo interviene creando piccole colline artificiali, sentieri, corsi d’acqua, ponticelli, staccionate in bambù, ma tutto è realizzato con materiali naturali, qui la plastica è bandita.

La natura ha un’importanza fondamentale nella vita dei giapponesi. Tutte le città, a cominciare da Tokyo, sono ricche di giardini e angoli verdi dove rifugiarsi in contemplazione. L’essere umano è natura e il fatto di modellarla, l’espressione massima sono i bonsai e l’ikebana, non è una forma di dominio ma una rappresentazione del lavoro che ognuno può fare su se stesso.

Per noi occidentali non è facile capire questo approccio che sembrerebbe contraddittorio: l’intervento umano crea un ordine a proprio vantaggio ma anche a vantaggio della natura stessa. La natura è un veicolo per entrare in contatto con la propria essenza ma deve essere coltivata e disciplinata per raggiungere vette elevate.

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