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Italiani e il cambiamento, coesione e competitività: una ricerca della DOXA

città: Milano - pubblicato il:
Italiani e il cambiamento,

Italiani e il cambiamento,La ricerca Gli Italiani e il cambiamento, tra coesione e competitività è stata presentata all’Università Bocconi nella giornata conclusiva del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, importante evento in Italia dedicato alla responsabilità sociale d’impresa giunto quest’anno alla quarta edizione.

“Sul piano razionale gli italiani sono consapevoli di quanto i tre concetti (cambiamento, coesione, competitività) presentino luci e ombre, ma con differenti accenti” afferma Massimo Sumberesi, Head of Doxa Marketing Advice, che ha presentato la ricerca Gli Italiani e il cambiamento, tra coesione e competitività “Su questa base il campione complessivo è stato suddiviso in 3 cluster omogenei. La metà dei rispondenti si possono definire fiduciosi proattivi: sono persone desiderose di impegnarsi per il cambiamento, sentono che la coesione può mobilitare energie e risorse e considerano la competitività un mezzo comunque efficace. Ci sono poi i disincantati qualunquisti (33%) per i quali il cambiamento è una necessità non sempre auspicabile, la coesione è una risorsa ma solo per chi non è ai margini della società, la competitività qualcosa che fa vincere ma anche perdere. Infine troviamo gli idealisti pessimisti (18%) che vedono il cambiamento come peggiorativo e spesso ammantato di retorica, la coesione (quando non limita il singolo) come una forza per contrastare la competitività vista come strumento di disuguaglianza”.

Sono il 30% in più le organizzazioni presenti al Salone 2016 rispetto all’edizione dello scorso anno e il 35% di esse partecipano per la prima volta alla manifestazione.

Dei 143 protagonisti della quarta edizione, Il 50% sono grandi imprese, il 25% PMI e il 25% organizzazioni non profit e fondazioni. Il 30% opera nel settore manufatturiero e il 70% nel settore dei servizi.

“Un segnale della sempre maggiore consapevolezza delle imprese, e non solo, sull’importanza della responsabilità sociale come strumento strategico capace di incidere sui piani dell’organizzazione nel breve, medio e lungo periodo” commenta Rossella Sobrero del Gruppo Promotore del Salone “Le imprese sono sempre più attente ad ascoltare i loro stakeholder, esterni e interni, si muovono verso la open innovation come strumento organizzativo e culturale, stanno imparando a comunicare in modo corretto le loro azioni di responsabilità sociale. E soprattutto hanno capito che la reputazione è sempre di più un asset intangibile importante che permette di aumentare la fiducia degli investitori portando ad una riduzione dei costi di controllo e negoziazione. Alcuni analisti finanziari affermano che i capitali intangibili pesano per più dell’80% sul valore delle azioni con un rapporto invertito rispetto a 40 anni fa quando contavano meno del 20%”.