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Amsterdam Marathon, 16 ottobre 2016, tutto sostenibile tranne i rifiuti

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
Amsterdam Marathon

Amsterdam MarathonÈ bene fare due calcoli sulla Amsterdam Marathon per capire di cosa si sta parlando: 16mila gli iscritti alla 42 km; 18mila alla mezza e 7mila erano le iscrizioni accettate per la 8 km.

Conteggio totale: 40mila partecipanti.

Numeri da capogiro per una città che ha solo 600mila abitanti, circa 3.000 house boat e tantissime biciclette.

Ebbene: tutto perfetto, gente che faceva il tifo, musica da grandi emozioni. Anche il clima è stato perfetto: domenica 16 ottobre, dopo giorni di freddo, è rispuntato il sole fino a 20 gradi. La città non era invasa, bensì ospitava gli atleti più i loro supporter che si muovevano con i mezzi pubblici efficientissimi (anche se cari assai ad Amsterdam: ogni biglietto valido solo un’ora costa 2 euro e 90 centesimi).

Ottimo tutto. Se non fosse per qualcosa che deve essere rivisto a fondo: la raccolta degli scarti – leggi rifiuti – che una maratona produce, purtroppo, sempre e in grande quantità.

Nessuna raccolta differenziata. Ed era comunque già tanto se il rifiuto – compostabile o meno – finiva in un cestino. Il più era gettato per terra. Come le spugne, problema presente in questa Amsterdam Marathon come in tutte le maratone. Purtroppo!

rifiuti alla Amsterdam MarathonQuantità di spugnette gettate dopo essere state usate per pochi secondi. Spugnette a base di plastica.

Siamo sicuri che sia l’unico modo per rinfrescarsi? Nei laboratori di ricerca esistono già materiali che rimangono a lungo refrigerati e sarebbe corretto che ogni atleta imparasse a essere il più possibile autonomo in tutto il percorso.

Ottimi i kit borracce+barrette. E aggiungiamoci un fazzoletto refrigerante. Non è una fatica impossibile per chi sa intraprendere imprese mitiche di chilometri e chilometri.

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