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Contatore luce, quanto costa chiederne l’aumento di potenza?

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
contatore luce

contatore lucePrima di inoltrare la richiesta di potenziamento del contatore luce al proprio fornitore conviene verificare il corretto funzionamento dell’impianto e considerare i costi previsti dall’operazione.

Chiedere l’aumento di potenza del contatore luce consente di avere a disposizione una quantità di energia maggiore rispetto a quella normalmente messa a disposizione che in genere si aggira attorno ai 3.3kw.

Si tratta di una scelta spesso obbligatoria per le famiglie numerose, dove di frequente vengono attivati più elettrodomestici e dispositivi elettrici nello stesso momento, o in tutte quelle situazioni in cui scatta di frequente il contatore luce.

Prima di chiedere l’aumento della potenza del contatore occorre però fare dei controlli, in modo da escludere che eventuali problemi al sistema elettrico del condominio o della propria abitazione. Solo dopo aver escluso queste possibilità si potrà inoltrare la richiesta al proprio fornitore di energia.

Ovviamente avere a disposizione una quantità maggiore di energia comporterà non solo un incremento dei costi in bolletta ma anche un maggiore impatto ambientale degli impianti che generano energia. Per questo occorre riflettere attentamente prima di inoltrare la propria richiesta.

Cosa bisogna fare per chiedere l’aumento di potenza del contatore luce?

La procedura da seguire in questi casi è molto semplice, basta contattare il proprio fornitore di energia e segnalare la variazione desiderata. A tal proposito ricordiamo che l’aumento di potenza del contatore luce prevede due tipi di incrementi, quindi a partire dai 3.3kw già messi già a disposizione si potrà passare a 4.5kw e 6Kw.

Per avviare la procedura bisognerà inoltre indicare il codice cliente, riportato nella prima pagina della bolletta, e tutti i dati personali relativi all’intestatario del contratto.

Oltre a un aumento dei costi delle bollette successive, bisognerà considerare anche tutte le spese previste dall’operazione, che non prevedono grandi variazioni per i clienti del mercato libero e per quelli del servizio a maggior tutela. Entrando nel dettaglio le voci di spesa sono essenzialmente tre, ovvero:

  • un contributo fisso di 23 euro
  • per le richieste di aumento della potenza disponibile, un contributo di 27,03 euro
  • per ogni kW di potenza disponibile aggiuntiva richiesta 69,36 euro

A questi costi bisogna aggiungere l’IVA e un eventuale deposito cauzionale, che potrà essere richiesto a discrezione della compagnia scelta.

Per avere un’idea delle variazioni dei costi in bolletta potrebbe essere utile visionare le tabelle comparative del proprio fornitore dove sono riportate le variazioni dei costi a seconda delle diverse tipologie di contratto.

Per avere maggiori informazioni è possibile visionare l’Atlante dei Diritti del Consumatore di Energia, del sito dell’Aeegsi, dove sono riportati tutti i dettagli e alcune casistiche più diffuse.

Ma conviene chiedere l’aumento del contatore luce?

Prima di procedere con il potenziamento del contatore della luce, conviene sempre riflettere sull’inevitabile aumento costi e sulla gestione delle risorse energetiche. Spesso anche adottare qualche piccolo accorgimento e imparare a usare i dispositivi elettrici in modo più razionale può rivelarsi sufficiente.

La prima cosa da fare è dotarsi di elettrodomestici appartenenti a una classe energetica elevata (A+, A++ e A+++), in questo caso la spesa maggiore al momento d’acquisto sarà ammortizzata con il risparmio sulle bollette future. Un altro suggerimento potrebbe essere quello di non attivare più dispositivi elettrici e elettrodomestici nello stesso momento, in modo da non far scattare il contatore.

Per ridurre i consumi, e quindi anche i costi delle bollette della luce, potrebbe rivelarsi determinante anche la scelta della tariffa energetica. Quindi, oltre alla valutazione dei costi, per risparmiare sulle bollette della luce bisogna anche considerare le proprie abitudini di consumo e stili di vita.

Secondo gli esperti energia di SuperMoney anche la scelta di una tariffa bioraria al posto di una monoraria, potrebbe determinare una significativa riduzione della spese. Se infatti si trascorre molto tempo fuori casa e si concentrano i consumi solo in alcune fasce orarie, la scelta di una tariffa bioraria potrebbe determinare un notevole risparmio energetico.

Infine, la possibilità di integrare i propri sistemi energetici con impianti alimentati da fonti rinnovabili e dotati di sistemi di accumulo potrebbe essere un buon metodo per razionalizzare e ottimizzare l’impiego delle risorse energetiche e tutelare così anche l’ambiente.

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