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ArcheoRov: ecco il drone sottomarino che sa nuotare

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
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archeorovArriva direttamente dal Trentino il drone che se finisce in mare non si ammacca ma, anzi, è proprio studiato per andare sott’acqua; il sottomarino – battezzato ArcheoRov – può essere comandato senza neppure mettere piede in acqua perché gestibile da remoto.

Tarato per raggiungere una profondità di 100 metri, può essere controllato da un computer o tablet o anche attraverso una boa wifi opzionale.

ArcheoRov nasce dal laboratorio WitLab, che ha sede a Rovereto in Progetto Manifattura, l’incubatore green di Trentino Sviluppo. Il drone che non ha paura di bagnarsi nasce per fotografare, ricercare scientificamente e scoprire il continente sommerso.

A idearlo Andrea Saiani ed Emanuele Rocco. I due soci dicono di aver già ricevuto le richieste più disparate: da hotel sul mare che vogliono usarlo per i clienti per esplorare scogliere e relitti, a biologi che studiano comportamenti di specie bentoniche. Interessati anche gli archeologi che vogliono fare ricerche sui fondali senza spendere ore sottacqua (specie in ambienti estremi).

Alla base un’idea sensata: grazie a questo drone gestibile da remoto è possibile ridurre i costi e i rischi di missione. Grazie al sistema open, basato su due protocolli di hardware open: OpenROV e BlueROV, amatori e addetti ai lavori potranno aggiungere strumenti come un PH tester, un termometro, scanner 3D di fondali e imbarcazioni, fotocamera ad alta definizione, sonar e via dicendo.

Dalle foto dei fondali allo studio delle specie bentoniche, dall’esplorazione della barriera corallina per chi non ha il brevetto di sub fino al monitoraggio dell’inquinamento delle coste, il drone ArcheoRov è un mezzo dedicato per specialisti e appassionati.

Gli ideatori assicurano che è anche facilmente personalizzabile ed è sviluppato in open source. Il suo costo è di 2.500 euro.

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