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Turismo sostenibile: l’offerta della Sardegna sempre più forte

città: Milano - pubblicato il:
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turismo sostenibile sardegnaMeta turistica fortemente ambita, la Sardegna punta con forza sul turismo sostenibile per rendere sempre più green l’accoglienza di chi la sceglie come luogo di vacanza.

Obiettivo primario è salvaguardare l’immenso patrimonio naturalistico. Ma non solo.

Ne parliamo con Monica A.G. Scanu, direttore IED Cagliari che ha dato il via a un vero e proprio master in turismo sostenibile.

La Sardegna è un territorio che si caratterizza per la bellezza della natura e per l’elevata vocazione turistica. Come si conciliano questi due aspetti?

Fortunatamente, bellezza della natura e vocazione turistica si conciliano. Ancora. Il territorio sardo è poco antropizzato – ha meno di un milione e mezzo di abitanti – e il turismo che consuma è concentrato sulle coste, e anzi in una zona in particolare, la costa Nord Est dell’isola, lì dove negli anni ’70 Karim Aga Khan acquistò i due chilometri di terreni costieri che sono poi diventati così noti nel mondo.

Il vento, soprattutto il maestrale, fa il resto: contribuisce a mantenere l’aria e il mare puliti. Ci sono stati Governatori coraggiosi che hanno fatto della salvaguardia delle coste il loro vessillo, istituendo nel 2008 un’agenzia regionale per la gestione e lo sviluppo sostenibile delle aree costiere, la Conservatoria delle Coste, diretta sino al 2014 da Alessio Satta, uno dei docenti del nuovo Master IED in Design dei Servizi Turistici Sostenibili.

Oggi si sta lavorando con una proposta di turismo diverso, con una stagione più lunga che approfitta delle ottime condizioni climatiche che si prolungano per tutto l’anno, e con programmi più ricchi che riguardano non solo il turismo marino ma anche e soprattutto l’esperienza naturale e culturale (archeologia, storia, artigianato, architettura antica, moderna e contemporanea, ma anche i percorsi enogastronomici).

La formazione di nuove figure manageriali nell’ambito dei green jobs che sappiano gestire e creare i servizi per il turismo sostenibile diventa perciò sempre più importante vista anche la richiesta sempre più crescente del mercato, abbinata al design made in Italy (e made in Sardinia).

Professionisti in grado di operare nel pieno rispetto di una terra straordinaria connotata nel suo insieme da una forte personalità, valorizzandone i suoi tratti distintivi, i valori, le tradizioni, le culture, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di integrazione con i vari comparti socio-economici correlati al turismo.

In che modo il design può contribuire in particolare in Sardegna alla salvaguardia ambientale del territorio?

Ritengo che il design sia strategico in questo come in altri settori per due sue caratteristiche peculiari: innanzitutto l’approccio creativo che consente una visione dei problemi a 360 gradi e che non esclude a priori nessuna soluzione; in seconda battuta, è con la progettazione alle varie scale e con lo sviluppo di nuovi prodotti e processi che potranno essere affrontati in maniera efficace tutti gli aspetti che riguardano l’uso responsabile dell’ambiente e del territorio.

Voglio citare qui una geniale imprenditrice sarda, Daniela Ducato, come portavoce della sostenibilità. Con le sue filiere Edilzero Architecture of Peace – Edilana è stata insignita qualche giorno fa del Premio Bayer Innovation 2016 per i suoi innovativi prodotti agritessili Ortolana dalle proprietà energetiche disinquinanti e rigeneranti in agricoltura.

Quali sono i casi di sviluppo di turismo sostenibile più significativi in Sardegna?

Intanto, un primo dato: il Sud Sardegna – ovvero il lato costiero meridionale attorno a Cagliari, compreso tra Chia e Costa Rei – è la prima destinazione sostenibile d’Europa per il turismo e l’ambiente, secondo la Commissione europea: il riconoscimento europeo è arrivato quest’anno per il progetto Visit South Sardinia, Destination Management Organization, un modello di turismo sostenibile di cui la Sardegna è protagonista in Europa, a cui hanno collaborato il Comune di Cagliari, altri comuni e l’ateneo cagliaritano.

Esempi in cui vengono rispettati gli standard internazionali per la salvaguardia dell’ambiente, della comunità e dell’identità, e che sono finalizzati a uno sviluppo economico sostenibile che preservi il territorio e le sue risorse a vantaggio delle generazioni future, sono numerosi in Sardegna. Si sono sviluppati per esempio negli ultimi anni gli alberghi diffusi e il cicloturismo.

Per quanto riguarda gli alberghi diffusi, si tratta di piccole case tipiche o antiche palazzine ristrutturate per accogliere gli ospiti, e l’offerta è veramente ampia: si va dal cuore della Barbagia, dove, tra cascate e antiche sorgenti, e con una delle offerte enogastronomiche più importanti dell’isola, esiste un albergo diffuso all’interno di una antica struttura agricola, alle proposte marine come per esempio quella di Orosei, nella costa Est della Sardegna ovvero l’Albergo diffuso Mannois nel centro storico del borgo, con camere dislocate in tre differenti edifici, fino al borgo montano di Santu Lussurgiu, dove l’albergo diffuso si sviluppa nei ritorti vicoli del centro, o ancora l’albergo diffuso di Bosa, a pochi passi da una delle spiagge più incantevoli dell’isola sarda.

Molto sviluppato oramai da anni è il cicloturismo, per il quale sono stati progettati itinerari diversi che mettono insieme bellezze naturali, cultura – musei, siti archeologici, mostre, attività sportive legate al mare. Oltre naturalmente alle iniziative delle singole strutture ricettive locali per il raggiungimento della sostenibilità ambientale.

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