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B Corp, la forza dirompente delle benefit corporation in Italia

città: Milano - pubblicato il:
b corp italia - benefit corporation

b corp italia - benefit corporationC’è anche l’Italia tra i protagonisti della crescita del movimento delle B Corp, le benefit corporation, ovvero quelle società che si propongono di utilizzare il potenziale del loro business per ritornare un impatto positivo sulla società e sulla biosfera.

E per la prima volta, a Milano, le oltre 40 B Corp italiane – che si stima diventeranno 150 nel 2017 – si sono riunite nello spazio Base, per presentarsi al Paese e condividere il significato e i valori di questo nuovo paradigma imprenditoriale.

Il business delle B Corp non è inteso soltanto come profitto ma deve essere una spinta importante al cambiamento di un Paese, al pari delle iniziative della politica.

I protagonisti dell’evento B Corp di Milano

Patrocinato da Comune di Milano e da Fondazione Cariplo, l’evento milanese ha avuto un interessante parterre di protagonisti che hanno presentato il movimento e introdotto le aziende italiane che già aderiscono alla comunità delle benefit corporation italiane.

Cristina Tajani, assessore alle Politiche del Lavoro, ha ribadito che Milano investe sulle imprese ad alto impatto sociale – ha investito per esempio nel coworking Impact Hub e in altre iniziative a sostegno delle imprese sociali – e può quindi diventare capitale di queste nuove forme evolute di business.

Presente anche il senatore Mauro del Barba, che si è adoperato per emanare la legge sulle società benefit – l’Italia è stato il primo Stato sovrano al mondo ad approvare una legge che regolamenta questa forma giuridica di società.

Particolarmente toccante l’intervento del professor Stefano Zamagni, economista e sostenitore del movimento B Corp, che ha ricordato come già ai tempi dell’Umanesimo Civile, fiorito nella Toscana post-medioeveale, fosse prevista una distinzione tra imprese civili – da civitas, ovvero città delle anime, delle persone – che oltre al profitto avevano a cuore anche il benessere della società e dell’ambiente esterno, e imprese a-civili, più votate invece al profitto.

Cosa sono le B Corp

Le B Corp – oltre 2.000 a livello mondiale, ma erano 125 nel 2008 – hanno un modello di impresa tradizionale: generano un fatturato, fanno utili, si quotano in Borsa.

Il loro business però rispetta alti standard ambientali e sociali con un’ottica diversa da quella della corporate social responsibility delle aziende tradizionali, in quanto questi valori guidano le strategie dell’intero core business dell’azienda e hanno effetti su tutta la sua filiera.

Le B Corp, spiega Marcello Palazzi, co-fondatore del movimento B Lab Europa, sono le imprese del futuro, del cambiamento e della convivenza, perché qualunque azione si compia questa ha un impatto sugli altri e sull’ambiente.

Il mondo delle aziende, quindi deve essere responsabile per il miglioramento delle vite delle persone; le aziende stesse devono competere per essere migliori per il mondo.

Perché le aziende in generale, e le B Corp in particolare, possiedono la più grande forza di cambiamento: il valore del business. Il nostro futuro, quindi, sarà prospero se riusciremo a indirizzare questo potenziale straordinario in una direzione virtuosa, che crei valore per tutta la società.

È in corso una trasformazione epocale ma il passaggio alle B Corp è un percorso di evoluzione ovvio, che sta accelerando sempre di più. Per trovare la direzione è necessario misurare il vero valore che tutte le aziende creano per le persone e l’ambiente e che questo venga considerato tanto importante quanto il valore economico, concludono i fondatori di Nativa, partner di B Lab per l’Italia, Eric Ezechieli e Paolo Di Cesare.

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