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Vetro cellulare, nuova frontiera nell’isolamento sostenibile degli edifici

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
vetro cellulare isolamento termico

vetro cellulare isolamento termicoUna delle sfide del settore edile è poter raggiungere un’elevata efficienza energetica attraverso una migliore gestione del costo complessivo di un edificio, abbassandone i costi operativi della costruzione e della manutenzione lungo tutta la sua vita; magari utilizzando materiali all’avanguardia come il vetro cellulare FoamGlas T3+.

Il vetro cellulare FoamGlas T3+, prodotto in Belgio da un’azienda del gruppo Pittsburgh Corning, è infatti un isolante termico sostenibile composto da una lastra di schiuma rigida realizzata utilizzando almeno per il 60% di materiale vetroso riciclato – principalmente parabrezza delle automobili – che mantiene le sue proprietà isolanti a distanza di decenni.

Il vetro cellulare è stato realizzato dopo oltre 4 anni di ricerca e sviluppo dal team FoamGlas che ha sviluppato una nuova generazione di materiale sostenibile caratterizzato da una performance termica fortemente migliorata – secondo l’azienda di oltre il 12%.

Le proprietà di questo vetro cellulare durano a lungo perché è impermeabile all’acqua e ai vapori, indeformabile, resistente alle muffe, alla corrosione o agli sbalzi di temperatura: sembra quindi il materiale più adatto per essere utilizzato all’intero involucro edilizio, dai tetti ai muri sotterranei e per altri molteplici utilizzi (dai tetti carrabili per parcheggi alle piscine, fino agli ambienti a elevata criticità e particolari esigenze di sicurezza come gli ospedali e le industrie chimiche).

Come si ottiene il vetro cellulare?

Il vetro cellulare si crea quando viene data una struttura cellulare, al vetro attraverso la gassificazione del carbone. Al vetro riciclato si aggiungono delle sostanze minerali come la sabbia, la dolomite e l’ossido di ferro.

In un forno fusorio il composto si scioglie nel vetro, viene poi polverizzato in una macina e, infine, viene mescolato con una piccola quantità di polvere di carbonio.

In un secondo forno, questo composto in polvere è riscaldato ancora una volta e qui sviluppa milioni di piccolissime cellule di vetro, cellule chiuse ermeticamente, provocando un sollevamento fino a raggiungere la forma di una schiuma rigida. Sono queste cellule di vetro, non intercomunicanti tra loro, che conferiscono al vetro cellulare FoamGlas T3+ le sue qualità.

L’intera catena di produzione è virtualmente priva di scarti: la polvere che si genera attraverso un sistema di scarico, ritorna all’inizio della produzione e gran parte di essa viene riutilizzata per la produzione di nuovo vetro cellulare; il resto a terra insieme a frammenti di pietra viene riutilizzato come materiale di riempimento o riutilizzato nella produzione di mattoni.

“La nuova generazione di vetro cellulare è la più grande innovazione di prodotto dal 1986” dice il responsabile del dipartimento R&D Stijn Verlaak “Produrre un vetro cellulare di qualità è una faccenda complessa e delicata e migliorare o adattare il processo già maturo lo è ancora di più. Sono stati anni di ricerca e sperimentazione. La grande sfida è non intaccare le proprietà tipiche come l’incombustibilità e la resistenza alla compressione. In poche parole, siamo riusciti a utilizzare meno vetro e così le cellule chiuse ermeticamente, non intercomunicanti tra loro, permettono un livello maggiore di isolamento. Normalmente questo comporta una perdita significativa di resistenza alla compressione ma la nuova tecnologia permette una struttura cellulare più sottile in grado di impedirlo. Una rivoluzione nel nostro settore! La ricerca preliminare ha richiesto circa 3 anni a cui si sono aggiunti un anno e mezzo di test di produzione e un investimento di 1,2 milioni di euro nella nuova tecnologia”.

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