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Modelli di resilienza per il bene del territorio

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
resilienza

resilienza7 milioni di cittadini italiani si trovano in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni.

È quanto segnala Legambiente in un’indagine condotta a maggio 2016 sulla base di 1.444 Comuni italiani.

L’indagine entra nel dettaglio mostrando che nel 77% dei casi sono presenti abitazioni in aree a rischio e nel 29% dei casi interi quartieri. Nel 29% dei casi impianti industriali.

Va da sé che sia la pubblica amministrazione che i cittadini devono correre ai ripari. E la linea da seguire è quella dettata dai parametri della resilienza.

Perché il termine resilienza, spesso utilizzato in psicologia per caratterizzare un carattere che si adatta positivamente ai cambiamenti, ha grande riscontro anche nelle pratiche di sviluppo ambientale.

Tutto nasce dal saper rispondere adattandosi al meglio cambiamenti climatici che in tutto il mondo, Italia compresa, rischiano di amplificare le differenze regionali in termini di qualità e disponibilità delle risorse naturali.

Le proiezioni dei modelli climatici indicano che gli eventi estremi di temperatura e di precipitazione potranno diventare più intensi e frequenti durante il resto del XXI secolo, con impatti significativi su alcuni settori economici che dipendono dalle condizioni climatiche (come per esempio l’agricoltura, la pesca, il turismo estivo e invernale) oltre che sulla salute umana.

Quindi che fare? Come operare? È necessario cercare di trovare un modello operativo il centro di Ricerca TeRRA, sostenuto dall’Università di Ferrara.

Il centro si sta ponendo da alcuni mesi l’obiettivo di approfondire e valorizzare le esperienze di ricerca, didattiche e di collaborazione con istituzioni di governo del territorio.

Il tema emergente della resilienza dei sistemi economici, sociali e antropici alle crisi finanziarie e produttive o alle crisi post disastri, viene associato al tema del cambiamento climatico e, quindi, alle politiche sempre più necessarie dell’adattamento delle città, dei sistemi urbani e dei sistemi produttivi a un fenomeno ormai globalmente riconosciuto come strutturale e di lunga durata.

In collaborazione con il Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in Ambienti Complessi dell’Università Iuav di Venezia, Il centro di Ricerca TeRRA si pone l’obiettivo di catalizzare le energie di diversi ricercatori italiani, impegnati nelle università come anche in agenzie, associazioni, soggetti di impresa, organizzazioni non governative e istituzioni pubbliche, promuovendo iniziative e ricerche capaci di incidere sia sul fronte delle politiche pubbliche (normativa, programmi e progetti), sia sul fronte della euro-progettazione (Horizon 2020 e Fondi Strutturali).

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