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Incentivi radiazione mezzi pesanti: l’Aira ricorre al Tar

città: Roma - pubblicato il:
incentivi radiazione mezzi pesanti

incentivi radiazione mezzi pesantiL’Aira, l’Associazione industriale dei Riciclatori di Auto, ha fatto ricorso al Tar per impugnare la nuova disposizione che regolamenta gli incentivi radiazione mezzi pesanti perché eludono le norme nazionali e violano quelle europee sugli aiuti di Stato.

Inoltre, la nuova norma sugli incentivi radiazione mezzi pesanti non porterà alcun beneficio sul fronte dell’inquinamento atmosferico, ma, al contrario, agevolerà traffici di metalli da riciclare verso l’estero.

Il ricorso al Tar è stato annunciato dal presidente dell’Aira Mauro Grotto durante l’Audizione alla Commissione Ambiente del Senato; il decreto contestato assegna 6,5 milioni di euro per il 2016 di incentivi radiazione mezzi pesanti dal parco circolante italiano, non solo mediante la rottamazione dei veicoli più obsoleti e inquinanti, ma anche mediante l’esportazione degli stessi in Paesi estranei all’Unione Europea.

Secondo l’associazione questo Decreto Ministeriale elude la normativa nazionale perché non prevede la dimostrazione dell’avvenuta re-immatricolazione all’estero dei mezzi pesanti radiati in Italia ma si limita a chiedere la notifica di esportazione attraverso una documentazione riduttiva e inadeguata.

Inoltre la norma viola le disposizioni europee in materia di aiuti di Stato che ammette, per ragioni di tutela ambientale, esclusivamente l’acquisto di nuovi automezzi pesanti – con limitazioni – per l’adeguamento tecnico e per la demolizione dei veicoli più inquinanti.

In questo caso quindi l’esportazione dei mezzi obsoleti e più inquinanti nei paesi confinanti con l’Unione Europea – per esempio in Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro e Albania – non comporta alcun beneficio ambientale, provocando solo lo spostamento della fonte di inquinamento atmosferico verso Paesi limitrofi meno sensibili alle problematiche ambientali.

I due decreti impugnati favoriscono, inoltre, comportamenti anti-concorrenziali perché consentono agli esportatori di risparmiare indebitamente su tutti i costi di impresa.

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